Leffe piange l’imprenditore Martino Zambaiti:«Onesto e generoso»

IL LUTTO. Aveva 82 anni, fu industriale del tessile. Ex presidente della Banca di Bergamo e alla guida di svariate attività commerciali. Il 26 marzo i funerali.

Un imprenditore onesto, un uomo innamorato del mare e delle montagne, sempre legatissimo alla sua famiglia. La comunità di Leffe piange per la morte di Martino Zambaiti, esponente di quella famiglia che con il tessile ha segnato la storia di questo pezzo di bergamasca esportandola in tutta Italia e nel mondo. Titolare di svariate attività commerciali e produttive, era stato tra i fondatori e presidente della Banca di Bergamo; se ne è andato all’età di 82 anni a causa di una malattia scoperta pochi mesi fa. I funerali saranno celebrati giovedì a Leffe, dove da oggi è visitabile la camera ardente allestita nell’abitazione di famiglia.

Era il presidente dell’Hotel San Marco

Martino Zambaiti era fratello di Luigi, detto Ginetto, scomparso lo scorso dicembre; come lui, aveva fin da ragazzo dato una mano nell’impresa di famiglia, e poi aveva intrapreso la propria strada avviando, a Cernusco sul Naviglio, nel milanese, la «Zambaiti distribuzione tessile». «Questa – racconta la figlia Francesca – è stata la principale impresa di mio padre, ma non l’unica: era il proprietario dei negozi Le Matte, aveva aperto un’altra società di importazione in Veneto, e tanto altro ancora, come ad esempio una società di costruzioni con cui appena due mesi fa aveva avviato un intervento a Milano. A Bergamo era il presidente dell’Hotel San Marco e dopo aver guidato la Banca di Bergamo era stato nel consiglio di amministrazione di Veneto Banca, come in quello di Itema».

«Un uomo che ce l’ha fatta»

Ma l’elenco, peraltro non esaustivo, rischia di far passare in secondo piano le qualità per cui Martino Zambaiti verrà ricordato: «Mio padre, in tutti i luoghi di lavoro che ha frequentato, è sempre stato molto amato e molto rispettato: era considerato un gran signore. Mi ripeteva con orgoglio: “Non troverai mai chi ti dirà che Martino Zambaiti non rispetta i patti”. Eppure era uno che sapeva stare in mezzo ai manager e agli operai, con cui si fermava a parlare oppure faceva una partita a carte».

Martino Zambaiti aveva sposato Brunella Radici: oltre a Francesca, sono nati Isabelle e Mattia. «Con noi a casa – aggiunge la figlia - era un papà sicuramente affettuoso ma anche severo, che esigeva tanto da noi: per insegnarci a stare nel mondo del lavoro oggi voleva che fossimo presenti nelle varie aziende, che rispettassimo gli orari come tutti. Tuttavia, al di là di questa sua volontà di aiutarci a crescere, è un uomo che ha sempre vissuto con tanto coraggio anche le prove che la vita gli ha messo davanti, capace di aiutare tutte le persone che avevano bisogno di un aiuto. È stato generoso senza mai dirlo in giro. E nonostante tutto questo non lo ricordo certo come un papà pensieroso o preoccupato, anzi: è sempre riuscito a godere in pieno delle bellezze della vita. Mi sento di dire che è un uomo che ce l’ha fatta».

È stato generoso senza mai dirlo in giro. E nonostante tutto questo non lo ricordo certo come un papà pensieroso o preoccupato, anzi: è sempre riuscito a godere in pieno delle bellezze della vita. Mi sento di dire che è un uomo che ce l’ha fatta

Fondamentali, oltre alla riuscita in campo imprenditoriale, le tante passioni che lo hanno accompagnato fin da quando era ragazzo: «Era innamorato del mare delle Maldive, che considerava un paradiso in terra, ma non si è mai staccato da Leffe e dalla val Gandino. Abitiamo a Milano, ma lui il venerdì sera è sempre tornato in paese e da qui ripartiva il lunedì mattina per la città. Passava più tempo possibile all’aria aperta, è stato un cacciatore e un cercatore di tartufi, ma soprattutto è stato un grande raccoglitore di funghi. Appena si apriva la stagione, nel weekend, andava in Alto Adige da cui tornava con il baule carico di porcini, oppure un po’ di finferli e qualche gambetta rossa, il bottino tipico di chi ama raccogliere i funghi».

Camera ardente e funerali

La famiglia ha ricevuto in casa soltanto i parenti, mentre da martedì 24 marzo la camera ardente sarà aperta a tutti gli amici e i conoscenti. Giovedì 26 marzo, invece, il funerale, nella parrocchiale di Leffe, inizierà alle 15.

© RIPRODUZIONE RISERVATA