Residenze fittizie, «danno ai Comuni, servono controlli»

L’ALLARME. L’Unione degli enti montani al Governo: «Così non si paga l’Imu, diamo più strumenti di verifica». I sindaci: difficile spesso contrastare il fenomeno.

Residenze fittizie nei paesi turistici, montani o al lago. Forse meno rispetto al passato, ma ancora ci sono. E il desiderio di ritorno alla montagna nato con la pandemia di Covid, potrebbe fare da incentivo all’illecito. A lanciare l’allarme, auspicando da parte del governo una regolamentazione più rigida, è l’Unione nazionale degli enti e delle Comunità montane (Uncem) per voce del suo presidente Marco Bussone.

Ancora troppe residenze fittizie in quelle che, in realtà, sono seconde e non prime case. Con la conseguenza che a rimetterci sono i Comuni (che non incassano l’Imu) ma anche i cittadini residenti reali - dice Uncem - che pagano i servizi per tutti.

«Le residenze fittizie per non pagare imposte, come l’Imu sulla seconda casa in località turistiche montane e marine, sono un grave danno per tutti - dice Marco Bussone - per il sistema montagna e per il sistema Italia. Risiedo dove non vivo, e così pago meno. Marito in città, moglie o figlio residente in montagna. Una pratica diffusa e dannosa. Sono un danno di milioni di euro per i Comuni, che stanno rafforzando, intensificando i controlli. È un gettito altissimo che andrebbe nelle casse comunali e che invece sfugge per mistificazioni e truffe sulla reale residenza. Nella delega fiscale si dovevano trovare soluzioni contro questa pratica. Il Governo e il Parlamento mettano ora regole più dure per evitare che le residenze fittizie danneggino fisco ed enti locali».

Il fenomeno, nella nostra provincia, pare essere ridotto rispetto ad alcuni anni fa, ma comunque ancora presente. I sindaci dei piccoli Comuni, in particolare, si trovano a fare controlli senza adeguati strumenti e spesso anche senza un agente di polizia locale. Una volta che il cittadino presenta domanda di residenza ci sono 45 giorni per i controlli che, in genere, vanno concordati.

«Ma una regolamentazione precisa in tal senso non c’è - dice il sindaco di Aviatico Marco Carrara -. Dobbiamo, invece, far fronte a persone che insistono per avere la residenza pur non avendo dimora abituale: in due casi due persone hanno fatto ricorso al Prefetto che poi ha dato ragione a noi. Abbiamo poi avuto il caso di una mamma che aveva dichiarato la residenza da noi, con un figlio piccolo: per lei, quindi, abbiamo erogato il bonus per l’asilo, salvo poi sapere che il bambino frequentava in un comune distante decine di chilometri».

«Da noi - continua Carrara - ci sono anche persone che, magari hanno perso il lavoro in città e vengono ad abitare in quella che era la seconda casa dei nonni. Oppure gli affitti sono bassi e vengono ad abitare qui. Negli ultimi dieci anni l la popolazione non è cambiata tanto: le residenze sono rimasta abbastanza simili. Ma gli strumenti che abbiamo per i controlli sono limitati. Possiamo controllare se i figli residenti vanno a scuola da noi o nei comuni vicini, oppure anche se il cane che accompagna le persone ha cambiato anagrafe. Perché la “residenza” del cane deve seguire quella del padrone».

Crescono i conteziosi

«I contenziosi sono aumentati - continua - e servirebbero anche norme più stringenti: tra le ultime sentenze che ci hanno messo in difficoltà quella della Corte Costituzionale: due persone separate di fatto ma ancora sposate, per legge ora possono avere residenze diverse. Prima, invece, i coniugi dovevano avere la stessa residenza. Ora quindi, dobbiamo indagare sulle loro abitudini». «Le residenze fittizie - aggiunge il sindaco di Costa Serina Fausto Dolci - erano certamente più diffuse in passato. Ma qualcuno probabilmente c’è ancora. Negli ultimi anni anche noi abbiamo negato alcune residenze a cittadini che poi hanno fatto ricorso al Prefetto. Spesso si chiede la residenza più che per fuggire all’Imu sulla seconda casa, per godere delle agevolazioni in sede di acquisto della prima casa. Magari sono in affitto a Milano e acquistano da noi, facendola risultare prima casa di residenza. Poi ce ne accorgiamo al momento delle elezioni comunali. Quando a fronte di un tot di residenti i votanti sono veramente pochi». Anche qui falsi residenti a cui, evidentemente, non interessa molto chi sarà il sindaco?

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