Scarpinòcc, 60 anni con la Sagra di Parre: al lavoro per 120mila ravioli
TRADIZIONI. Volontari al lavoro in vista del taglio del nastro di venerdì 21 agosto. In azione numerose mani per confezionare 120mila ravioli.
Lettura 2 min.Parre
Ha un anno in più della Pro loco che la organizza e per la 60a volta accenderà i riflettori sul piatto che ormai è celebre ben oltre i confini locali: gli scarpinòcc, i tipici ravioli di Parre. Tutto è pronto al Pala Don Bosco dell’oratorio del paese dell’alta Valle Seriana per la Sagra che metterà in tavola qualcosa come 120mila «casoncelli parresi», il cui nome si ispira alla forma che richiama le scarpe di panno un tempo cucite dalle donne. Quelle stesse mani che hanno insegnato, di generazione in generazione, non soltanto a confezionare gli scarpinòcc, ma pure a prendersi cura del ripieno rigorosamente di magro (lo stesso degli altrettanto famosi Capù, gli involtini in foglie di verza) e del condimento: burro fuso al punto giusto, salvia e formaggio grattugiato. Gesti, ingredienti e dosi che in queste ore decine e decine di mani ripetono in vista della Sagra di venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 agosto.
Tanti volontari per i 290 tavoli
All’appello dei giovanissimi presidente della Pro loco, Paolo Pasini, del vice Steven Ferrari, dell’economo Nicholas Zanotti e del segretario Omar Rodigari, il più «anziano» con i suoi 39 anni, hanno risposto tanti volontari per predisporre i 230 tavoli al coperto (con otto posti ciascuno) e 60 all’aperto, oltre a tutto l’indispensabile, a cominciare dai sei bollitori per gli scarpinòcc tradizionali e, in spazi separati, quello per i casoncelli senza glutine per i celiaci e quello per i senza lattosio.
Esercito di mani al lavoro
Ma soprattutto in queste sere di vigilia c’è un esercito di mani per arrivare al traguardo dei 120mila ravioli Doc di Parre. Cioè sacchi e sacchi di farina di grano tenero e duro, uova, burro e latte per la pasta. I più ingegnosi hanno collegato dei motori elettrici alle macchinette per stendere chilometri di strisce, altri le tagliano in cerchi giusti per contenere le palline di formaggio Grana Padano, pane grattugiato, prezzemolo, burro, sale fino, uova, aglio, spezie e latte. Poi, con movimenti precisi, prendono la forma tipica.
«Alla sagra gli scarpinòcc sono i protagonisti, l’unico primo che abbiamo in menù»
Nulla è lasciato al caso, anche perché il prodotto deve rispondere agli standard dei palati fini dei parresi e, da qualche anno, del marchio di qualità «Bergamo, città dei Mille... sapori» della Camera di commercio.
«Alla Sagra – dice un indaffaratissimo Paolo Pasini – gli scarpinòcc sono i protagonisti, l’unico primo che abbiamo in menù, tuttavia la cucina si sbizzarrisce con i secondi, ben sei, i contorni e i dolci. Accurato è il servizio bar. Insomma: un peccato non venirci a trovare».
L’anniversario sulle magliette
«Nel 1966 a lanciare la proposta fu la Pro Parre, gruppo embrione della Pro loco, nata l’anno dopo e che nel 2027 festeggeremo a dovere»
Come tutto lo staff, sfoggia la nuovissima maglietta rossa con il 60° della Sagra bene in evidenza: «Nel 1966 a lanciare la proposta fu la Pro Parre, gruppo embrione della Pro loco, nata l’anno dopo e che nel 2027 festeggeremo a dovere». Con l’anniversario pieno degli scarpinòcc si stanno facendo, pare di capire, le prove generali per quello che avverrà tra 12 mesi.
Taglio del nastro venerdì 21 agosto
Intanto venerdì 21 agosto il taglio del nastro sarà alle 18 alla presenza del sindaco Francesco Ferrari e di altre autorità. Alle 19 l’apertura delle cucine e il via al liscio con l’orchestra spettacolo «Bagutti». Pure sabato e domenica gli scarpinòcc verranno serviti dalle 19, una sera allietati dalle note de «I Filadelfia» e l’altra con «Time Travel the Human Led Show», sempre con tombolate.
C’è anche il «Fuori Sagra»
«Abbiamo pensato poi a un programma “Fuori Sagra” – aggiunge Steven Ferrari –, tra laboratori di animazione al Parco degli Spini, al Museo parco archeologico, nelle cucine del Pala Don Bosco e, sabato e domenica alle 15.30 (info per tutto a 331.7740890 o [email protected]), alla scoperta della galleria di Santa Barbara in località Piazza Rossa». Della serie: quattro passi prima di mettersi a tavola e rendere onore alle loro maestà gli scarpinòcc.
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