A Bergamo lo spazio domotico dove si costruisce autonomia

DINAMICO. Realizzato dall’associazione in Borgo Palazzo per bambini e ragazzi con disabilità. L’obiettivo principale è insegnare gesti quotidiani e rafforzare l’indipendenza personale.

Una cucina dove i pensili si abbassano da soli, i piani di lavoro cambiano altezza e le luci guidano i movimenti nello spazio. Non è una casa del futuro, ma un luogo dove si costruisce autonomia. A Bergamo, in via Borgo Palazzo 130, l’associazione DinAmico Odv ha creato, primo nella nostra provincia, uno spazio domotico all’avanguardia per bambini e ragazzi con disabilità con l’obiettivo di insegnare gesti quotidiani e rafforzare l’indipendenza personale.

L’associazione nasce nel maggio 2017 dall’esperienza diretta di Alessandra Bignamini e di suo figlio Mauro Vecchi. E riporta anche nel nome la loro energia, la capacità di affrontare le sfide e di rispondere a queste con coraggio, capacità, innovazione.

Sperimentare le proprie capacità

«Siamo partiti con attività e percorsi di gioco e sport per bambini con e senza disabilità – racconta Vecchi –, per permettere a ognuno di sperimentare le proprie capacità. Il tutto nasce dalla mia esperienza personale. Convivo con una disabilità dalla nascita e alcuni degli sport paralimpici più classici, nel mio caso, non erano praticabili. L’idea di fondo era quindi permettere a chiunque, senza iscriversi a una disciplina specifica, di sperimentare e comprendere le proprie potenzialità».

Negli anni il progetto si è consolidato e tutt’ora prosegue nella palestra di Villa d’Almé con 13 bambini e 16 volontari. Parallelamente però si è fatta largo l’esigenza di avviare un nuovo, importante progetto. Nel 2019 è stata creata una cucina domotica per la terapia occupazionale, realizzata negli spazi dell’Asst Papa Giovanni XXIII in via Borgo Palazzo, in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile: «Si svolgono percorsi individuali con una terapista. Sono rivolti a bambini tra i 7 e i 14 anni e finalizzati a sviluppare competenze fondamentali nella vita quotidiana, come preparare il cibo, vestirsi e prendersi cura della propria igiene», prosegue Bignamini. Lo spazio è progettato per adattarsi alle diverse esigenze.

La cucina è organizzata attorno a un’isola centrale accessibile, con diverse misure e superfici libere per consentirne l’utilizzo anche a chi si muove in carrozzina, e tavoli e arredi modulabili. Il piano cottura può essere regolato in altezza tramite un sistema motorizzato, mentre i pensili automatizzati si abbassano per permettere di raggiungere facilmente gli oggetti e poi tornano alla posizione iniziale. «Un sistema di illuminazione a led, che si illumina in sequenza, guida inoltre gli spostamenti dalla cucina al bagno, facilitando l’orientamento», racconta Vecchi. La domotica può compensare dove un’abilità motoria o manuale non arriva. La tecnologia però - chiarisce - non viene proposta come soluzione totale, ma come strumento di supporto: «L’obiettivo, quando è possibile, è sempre sviluppare autonomia e adattabilità», continua. L’ambiente comprende anche uno spazio dedicato all’igiene personale dove è possibile imparare a gestire azioni quotidiane come vestirsi, lavarsi e organizzare i propri oggetti.

Le esigenze specifiche

I percorsi vengono costruiti sulle esigenze specifiche di ogni bambino e coinvolgono anche le famiglie, accompagnate nell’individuare soluzioni pratiche da applicare poi nella vita quotidiana domestica. E l’associazione non si ferma. Sono in corso i lavori per realizzare una stanza multisensoriale: «Una volta pronta verrà testata da noi internamente per poi aprirsi al territorio», concludono.

© RIPRODUZIONE RISERVATA