Mutuo Soccorso a Bergamo: dal 1862 sostegno, arte e cultura

LA STORIA. L’associazione nata per aiutare le persone in difficoltà. Soppressa dal regime fascista, rinacque nel 1945. L’iniziativa «Osare la pace in tempi di guerra».

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Arte, cultura e mutualità: sono questi i tratti distintivi dell’Associazione Generale di Mutuo Soccorso di Bergamo che, dalla sua fondazione nel 1862, ha sempre posto al centro non solo l’aiuto reciproco tra i lavoratori, ma anche il sostegno alle persone in difficoltà esterne all’associazione: gli emigranti italiani che partivano all’estero alla ricerca di una vita migliore, i terremotati del sisma che nel dicembre del 1908 colpì Sicilia e Calabria e i carcerati, fornendo sostegno economico e sociale in un’epoca in cui non esistevano ancora sistemi pubblici di welfare.

«L’attenzione particolare nei confronti delle persone in difficoltà ha da sempre contraddistinto le nostre attività», afferma Claudio Merati, presidente dell’associazione. «L’aiuto è parte integrante del Dna della nostra associazione, da quei tempi lontani». Soppressa nel 1939 dal regime fascista, l’Assemblea dei soci ne revocò lo scioglimento nel 1945. Da allora, oltre a proporre servizi mutualistici, attività culturali e formative, mostre, visite e, più in generale, momenti di incontro e aggregazione, l’associazione si pone come priorità la promozione della pace. Lo fa proponendo una serie di iniziative artistiche e culturali che vogliono favorire il dibattito in merito alla tutela dei diritti umani. «L’arte per noi è fondamentale perché unisce il senso del bello alla socialità, offrendo momenti di aggregazione, incontro e contenuto», spiega il presidente. In questo senso, nel giugno 2025 è stata organizzata una mostra collettiva di artisti, un’occasione di solidarietà concreta nei confronti del popolo palestinese. Attraverso l’esposizione e la vendita di opere donate da artisti locali, il ricavato è stato destinato all’acquisto di cisterne d’acqua per Gaza. L’arte diventa così uno strumento capace di sviluppare empatia, rapporti umani, riflessione e partecipazione. Lavorando sempre in rete con le realtà associative e istituzionali del territorio, nel 2024 l’associazione ha inaugurato il ciclo di iniziative «Osare la pace in tempi di guerra», che è proseguito anche quest’anno, con l’obiettivo di far dialogare posizioni diverse sul tema della pace, favorendo momenti di riflessione e confronto.

Le personalità coinvolte

Numerose le personalità coinvolte, tra cui i giornalisti Paola Caridi, Ugo Tramballi e David Lerner, oltre a molti altri ospiti. «Pur credendo e promuovendo il dialogo e il confronto tra posizioni diverse, ci siamo resi conto che sono necessarie delle scelte più radicali», per l’Associazione «Il tema del disarmo resta quindi fondamentale e deve essere premessa e centro di qualsiasi riflessione sulla pace in uno Stato che, come il nostro, ripudia la guerra» continua. Secondo Merati, l’associazionismo non può quindi che essere «disarmato e disarmante», in grado di proporre una strada alternativa rispetto a quella delle armi.

Le iniziative proseguiranno anche nei mesi successivi: il 21 novembre sarà inaugurata, in collaborazione con il Comune di Bergamo, la mostra «Figli di un Dio minore»

In occasione della Settimana della Pace, promossa dall’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con la Rete delle Università per la Pace, il Comune di Bergamo e numerose realtà associative del territorio, lunedì 21 settembre alle ore 18.00 l’Associazione generale di Mutuo Soccorso inaugurerà, presso la Biblioteca Arte & Mutualità di via Zambonate 33, una mostra dedicata a trenta libri d’artista di Sam Galimberti.

Le prossime iniziative

L’esposizione resterà aperta al pubblico per le due settimane successive. Le iniziative proseguiranno anche nei mesi successivi: il 21 novembre sarà inaugurata, in collaborazione con il Comune di Bergamo, la mostra «Figli di un Dio minore», che raccoglie fotografie e storie di minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. «L’orgoglio più grande nell’essere presidente della nostra associazione è la libertà di portare avanti politiche culturali e aggregative in maniera del tutto libera, senza condizionamenti esterni», conclude Merati.

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