Quando la disabilità trova una casa familiare e inclusiva

Il percorso. Il «Cib» in campo per ad andare oltre i servizi storici previsti dalla legge e aprire lo sguardo su esperienze innovative. Il ricordo di Sergio Palazzo.

«Quando si parla di persone con disabilità e dei loro progetti di vita si toccano tanti aspetti. Negli ultimi anni, confrontandoci con le associazioni che fanno parte della nostra rete ma anche con i rappresentanti dei familiari, ci siamo accorti che il tema dell’abitare è diventato uno dei temi più caldi e sentiti», spiega Carlo Boisio presidente del Cbi-Coordinamento bergamasco per l’inclusione. Il Cbi è un’associazione di secondo livello che raggruppa 30 realtà associative e 7 singoli cittadini che si impegnano per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità in tutti gli aspetti e nelle diverse fasi delle loro vite.

Partendo da queste riflessioni il Cbi ha quindi avviato il percorso di approfondimento «Cantiere & Vetrina delle Idee e dei Progetti per l’Abitare» per affrontare l’argomento provando ad andare oltre quelli che sono i servizi storici previsti dalla legge e già presenti sul territorio e aprendo lo sguardo su alcune esperienze innovative già presenti che meglio rispondano ai bisogni in continua evoluzione. «Le esigenze delle famiglie sono cambiate e oggi si va alla ricerca di servizi che abbiano un’impronta più familiare e meno sanitaria, con una forte attenzione alla relazione e alla socialità».

Il percorso ha preso il via lo scorso novembre e proseguirà fino a giugno 2023, con periodicità mensile. Ogni mese alcune organizzazioni impegnate sul tema dell’abitare per le persone con disabilità presentano le proprie esperienze legate ai diversi modelli abitativi. Il prossimo incontro è in programma per venerdì 17 marzo nella sede della Uildm di Bergamo in via Leonardo da Vinci 9; in questa occasione presenteranno i propri progetti l’Associazione Costruire Integrazione, la Cooperativa Sociale San Martino e la Fondazione Giovanni XXIII di Valbrembo. Dopo la presentazione di ogni progetto ci sarà uno spazio di approfondimento con interventi dal pubblico. Per partecipare scrivere a [email protected], gli incontri saranno anche trasmessi online.

Le altre esperienze

«Negli incontri di aprile, maggio e giugno andremo invece a conoscere esperienze attive fuori dalla nostra provincia e dalla nostra regione, che hanno caratteri di innovazione e flessibilità che qui non troviamo. Il percorso riprenderà poi in autunno con un evento finale di restituzione». Ad aiutare il Cbi nell’organizzazione di questi eventi ci sono da un lato il Gruppo sociale provinciale (composto da enti gestori dei servizi, Confcooperative, Fondazione Angelo Custode e organizzazioni sindacali), dall’altro l’associazione Manager Non Profit che offre uno sguardo più manageriale ed esterno. «La sfida che abbiamo di fronte rispetto al tema dell’abitare è quella di trovare forme di risposta ai bisogni che vadano oltre quelle strutture che già esistono e che sono già accreditate. Servono progetti innovativi, che mettano in campo modelli che ad oggi non hanno ancora garanzie ma che sappiano dare risposte adeguate sulla base di un progetto di vita individualizzato». Per questo l’associazione mira ad agire da un lato sul piano culturale, coinvolgendo la società civile nella progettazione di modelli abitativi inclusivi, e dall’altro su quello burocratico e istituzionale perché le istituzioni deputate a legiferare in materia riconoscano le pratiche diffuse, le sostengano e si impegnino concretamente per renderle fruibili a tutti.

Il dialogo sul «dopo di noi»

«L’obiettivo che vogliamo raggiungere è alto e guarda al futuro. Vogliamo interloquire con i soggetti istituzionali con competenze e continuità per aprire un dialogo sul dopo di noi, sull’abitare e sulla flessibilità dei servizi che oggi sono ancora troppo rigidi e ancorati al passato», aggiunge il vicepresidente Claudio Burini. E Boisio conclude ricordando Sergio Palazzo, presidente dell’associazione dal 2009 al 2015 recentemente scomparso, che ha fortemente creduto in questa linea innovativa che l’associazione continuerà a portare avanti anche in sua memoria.

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