Sui sentieri, ognuno con il proprio passo
L’INIZIATIVA DEL CAI. In montagna insieme alle persone con disabilità.
Lettura 1 min.La montagna non è davvero «per tutti» se resta uno slogan. Lo diventa quando un sentiero viene censito, percorso, verificato, raccontato. Quando chi ha una disabilità non è destinatario di un progetto, ma parte attiva nella sua costruzione. È da questa idea che nasce la guida «Insieme sui sentieri.
Ognuno con il proprio passo», frutto di un lavoro lungo, condiviso e ancora in cammino: «Si inserisce nello storico impegno del Cai Bergamo per la montagna accessibile e inclusiva», racconta Paolo Valoti, tra i coordinatori della guida con Vincenzo Lolli e Giorgio Sfreddo. Un percorso iniziato nel Duemila, quando la sezione bergamasca del Club alpino italiano cominciò ad accompagnare persone con disabilità in montagna, in collaborazione con il Comune di Bergamo. Da allora sono passati venticinque anni. Venticinque anni di uscite, incontri, relazioni, esperienze.
Non è la prima guida così stampata, ma di certo la più aggiornata. Nel 2023 il Cai con l’associazione Amici dei traumatizzati cranici, Associazione disabili bergamaschi, Associazione Omero, Bergamo AAA, Phb-Polisportiva Bergamasca ha dato vita alla prima edizione di «Insieme sui sentieri» con il contributo di Regione Lombardia. Poi nel 2025, la seconda edizione, «grazie alla collaborazione di nuove realtà e di Coop Lombardia », specifica. Ad aumentare anche i contenuti: sono 118 (nel frattempo già diventati 134) i percorsi censiti in Bergamasca. Ma il cuore del lavoro non è solo il numero. È il metodo. Ogni sentiero è stato valutato non in astratto, ma con chi quei sentieri desidera poi percorrerli e viverli, insieme. Ogni percorso è ora illustrato attraverso una scheda informativa che presenta i gradi di accessibilità, i livelli di difficoltà, i servizi e gli ostacoli presenti, tempi e pendenze. Ogni scheda è integrata con tracee Gpx e materiali specifici scaricabili attraverso il geoportale del Cai, semplicemente inquadrando il Qr code presente.
La guida non promette una montagna senza limiti, ma una montagna sicuramente più consapevole: «Buona parte della montagna può diventare accessibile, se la si conosce e la si progetta bene», prosegue. Da qui nasce infatti un cambiamento culturale. Comuni, fondazioni, scuole, università, realtà turistiche e associazioni stanno iniziando a ragionare insieme su accessibilità e inclusione. Alcuni percorsi sono stati migliorati, alcuni rifugi adeguati, altri progetti sono in corso: dalle audioguide per ogni sentiero che l’Iiss Ettore Majorana sta realizzando con Omero, al dialogo con l’università e con il mondo del turismo. La guida, perfetta per questa nuova stagione estiva alle porte, non è dunque un punto d’arrivo. È una tappa di un cammino più grande: rendere la montagna, e con essa la comunità, più accogliente per tutti. Perché l’accessibilità pensata per qualcuno finisce spesso anche per migliorare la vita di molti: persone anziane, famiglie con bambini, chi attraversa un momento temporaneo di fragilità.
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