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Mercoledì 21 Gennaio 2026
Tra quadri, oggetti e ceramiche: l’antiquariato di IFA resta protagonista in Fiera
Italian Fine Art prosegue fino a domenica: in esposizione le nuove tendenze, dalla ceramica del ’900 all’oggettistica
Non si spengono i riflettori sulla Fiera di Bergamo. Dopo il weekend d’apertura che ha inaugurato il 2026 dell’arte in via Lunga, si chiude il capitolo dedicato al moderno e contemporaneo e la programmazione prosegue con Italian Fine Art (IFA): la manifestazione dedicata ad arte antica e alto antiquariato, in calendario fino a domenica 25 gennaio. Un «secondo tempo» che non è un’appendice, ma un invito a entrare in un mondo fatto di opere importanti e, sempre più spesso, di oggetti capaci di parlare anche a chi non si definirebbe collezionista. Edizione dopo edizione, IFA si conferma infatti come un’occasione per scoprire pezzi che possono entrare nella vita di tutti i giorni: in casa, in studio, in una stanza che ha voglia di carattere.
Il bilancio del primo fine settimana dà la misura dell’interesse: oltre 13mila visitatori complessivi e un percorso sviluppato su 16.000 metri quadrati tra padiglioni, foyer e Galleria centrale. Ora il testimone passa a IFA che prosegue confermando la propria identità e un elemento decisivo, quando si parla di antiquariato: la presenza della commissione di esperti indicata da FIMA per la procedura di vetting, a garanzia dell’autenticità delle opere.
Oltre i «soliti» grandi pezzi
IFA non è solo quadri e mobili d’epoca. La mappa dei settori è ampia e racconta una proposta trasversale: antiquariato, textile, tribal art, arte orientale, gioielleria antica, Ottocento, Novecento, design vintage, fino all’«antique garden»: grandi pezzi da collezione, ma anche dettagli e oggetti con un potenziale artistico e d’arredo molto attuale, perché di fatto più facili da inserire negli spazi di oggi. È uno dei temi interessanti di questa edizione: cresce l’attenzione per un’oggettistica di qualità non ingombrante, e torna a muoversi anche il mondo del mobile, purché in dimensioni più gestibili.
La ceramica al centro di un nuovo interesse
In questi trend si inserisce anche un piccolo «ritorno» che incuriosisce visitatori e addetti ai lavori: la ceramica italiana del primo Novecento, con nomi e manifatture che tornano a far parlare di sé e una varietà di pezzi che oscillano tra collezione e piacere d’arredo. IFA riunisce 96 espositori, con presenze da molte aree d’Italia e anche dall’estero. È un dato che conta, perché rende la visita meno prevedibile: specializzazioni diverse, provenienze diverse, gusti diversi.
Eventi e performance: la collaborazione con il Politecnico
Esposizione a parte, uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026 è la collaborazione avviata per la prima volta con il Politecnico delle Arti di Bergamo e l’Accademia Carrara, presenti in fiera con un programma di performance artistiche e musicali curate dall’artista e docente Marcella Vanzo e messe in scena dagli studenti. Il cuore del progetto è «Il Negozio di Niente», ospitato nello stand Numero 0 (spazio performativo ispirato a Mondrian), affiancato dalla «Scatola Nera» per azioni più intime: un modo per vivere la fiera non solo come visita, ma come esperienza (orari 10-13 e 15-18).
E allora vale la regola più semplice: andare a vedere dal vivo. Perché nell’antiquariato la differenza la fanno la materia, la patina, il dettaglio che in foto non si capisce.
Giorni e orari
IFA è aperta da lunedì 19 a venerdì 23 dalle 14 alle 19; nel weekend conclusivo sabato 24 e domenica 25 dalle 10 alle 19. Biglietto intero 15 euro (gratuito per bambini fino ai 12 anni compiuti).
Per maggiori informazioni: italianfineart.eu .
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