Valanghe a Foppolo e verso il Curò - Foto Pioggia in quota, il pericolo resta alto
La valanga a Foppolo

Valanghe a Foppolo e verso il Curò - Foto
Pioggia in quota, il pericolo resta alto

A Foppolo la neve ha raggiunto il paravalanghe della strada provinciale, a Valbondione è arrivata fino a valle dell’osservatorio faunistico di Maslana.

Resta marcato (livello 3 su una scala fino a 5) il pericolo valanghe sulle nostre Orobie. E, dopo quella di Pagliari di Carona, domenica 24 novembre sono state segnalate altre due slavine: una a Foppolo, staccatasi dal monte Arete («Baet del Basech», conosciuto come «Canale di Ones») ha raggiunto il paravalanghe della strada provinciale. Non ha interessato comunque la carreggiata e la viabilità non è stata interrotta. L’altra in alta Val Seriana, a Valbondione, dove una lingua di neve è arrivata fino a valle dell’osservatorio faunistico di Maslana, coprendo il sentiero per il rifugio Curò. «La situazione resta critica», ha detto Federico Rota, esperto valanghe incaricato nell’ambito del protocollo Regione-Provincia di monitorare i siti nella Bergamasca. «Alle piogge del 15 e 16 novembre si sono aggiunte quelle in corso da venerdì, peraltro più abbondanti del previsto. Allo stesso tempo la quota neve si è alzata, da 1.500 metri fino, in alcuni momenti della giornata, anche a 2.000 metri» (le foto sono di Mirco Bonacorsi).

L’enorme valanga staccatasi dal monte Cimone, che ha raggiunto il fiume Serio in località Maslana. Nel cerchio giallo in alto a sinistra il tetto dell’Osservatorio Faunistico.

L’enorme valanga staccatasi dal monte Cimone, che ha raggiunto il fiume Serio in località Maslana. Nel cerchio giallo in alto a sinistra il tetto dell’Osservatorio Faunistico.


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