Gorlago, l’«autista» scrive al marito «Con Stefania ho agito alla luce del sole»

Gorlago, l’«autista» scrive al marito
«Con Stefania ho agito alla luce del sole»

La lettera di Angelo Pezzotta che ha scritto al marito della vittima, Stefania Crotti: «Ho fatto tutto alla luce del sole. Stefania si è fidata di me».

«Credimi, mi ha usato, tanto è vero che ho fatto tutto alla luce del sole». Così Angelo Pezzotta, l’autista del delitto di Gorlago, si rivolge al Stefano Del Bello, marito della vittima. È stato lui infatti ad accompagnare Stefania Crotti all’appuntamento fatale con Chiara Alessandri, la donna che l’ha aggredita e uccisa. Pezzotta ha voluto scrivere per chiarire la sua posizione riguardo al piano ordito dalla Alessandri. Tutto è stato diffuso venerdì scorso in uno speciale dedicato al delitto di Gorlago della trasmissione Quarto Grado su Rete Quattro. Accusata dell’omicidio è Chiara Alessandri, ora in carcere.

Angelo Pezzotta ha accompagnato sul suo furgone Stefania Crotti nel box in via San Rocco a Gorlago. Pezzotta, a tre giorni dell’omicidio, ha scritto una lettera a Stefano Del Bello. «Credimi, mi ha usato, tanto è vero che ho fatto tutto alla luce del sole con il furgone, fermandomi davanti alle telecamere . - ha scritto Pezzotta - Io non conoscendovi ho creduto alla storia secondo la quale voleva farvi incontrare per riavvicinarvi. Chi avrebbe mai pensato che potesse andare in questo modo? Avrei dovuto avere una mente contorta per pensare minimamente che avesse voluto organizzare una scena da film». Pezzotta si dice disposto ad incontrare Del Bello: «Credimi che in caserma sono entrato di mia spontanea volontà venerdì sera (18 gennaio), appena vista la foto di Stefania sui social. E sono uscito alle 10 di sabato mattina, dopo che mi hanno torchiato. Ho vissuto un incubo ma se mi hanno lasciato libero per un delitto così grave è perché la mia posizione è chiara al 100%».

Pezzotta ricorda l’amicizia con la Alessandri: «Ho incontrato Chiara in ospedale quando è morta mia madre. La sua era in camera con la mia e, nel momento in cui è morta mia mamma, non c’era nessuno all’infuori di lei, che si è fatta abbracciare da uno sconosciuto che doveva sfogare il dolore con un pianto. Ero io». Su Stefania, Pezzotta aggiunge: «Si è fidata di me perché sono una persona affidabile e credevo in quello che stavo facendo. Non diamole colpe (a Stefania), per quel poco che ci siamo visti ho capito che era una buona persona».

Anche sul suo profilo facebook Pezzotta fa alcuni dettagli: «Stefania si è convinta a salire da sola quando le ho detto che facevo le consegne per la Gewiss. Io non sono di Gorlago e non conoscevo le loro vicende. Ero convinto ci fosse il marito ad aspettarle e quindi se non volevano fare pace le due donne, c’era l’uomo a gestire la situazione. Se avessi visto che Chiara accoglieva Stefania in modo violento sarei intervenuto, ma è stata gentile e sono andato via subito».


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