Grumello, disabilità e fragilità
«trovare una buona inclusione sociale»

Organizzato da Comune, Parrocchia e Fondazione Angelo Custode
Una serata dedicata alla disabilità e alla fragilità. È quella in programma a Grumello del Monte, venerdì 29 novembre, alle 20.30, presso la Sala Civica del paese.

Grumello, disabilità e fragilità «trovare una buona inclusione sociale»

L’iniziativa, nata per volontà di Andrea e Milena , segue l’impegno preso ad un primo tavolo di confronto organizzato a settembre dai due animatori e dagli stessi attori che promuovono l’incontro del 29 (Comune, Parrocchia e Fondazione Angelo Custode). Negli intenti degli organizzatori, la serata sarà l’occasione per un confronto tra chi quotidianamente gestisce strutture di accoglienza per persone con disabilità e coloro che vivono il territorio nelle sue diverse articolazioni.

La questione sulla quale si vuole provare a riflettere è come costruire effettive possibilità per mettere in relazione i servizi di accoglienza con la realtà sociale delle comunità alle quali le persone con disabilità appartengono. Certamente, si legge nelle note di presentazione, “il nostro contesto sociale è ricco di strutture che si occupano della disabilità; il rischio sempre presente però è quello di mantenere una sorta di separatezza tra i servizi che rendono prestazioni ed il contesto di vita comunitaria. La vita delle persone, e quindi anche quella di coloro che vivono una disabilità, si caratterizza e si arricchisce dalle occasioni di relazione che si possono instaurare. Uscire da un possibile isolamento, pur caratterizzato da buoni servizi, è pertanto un obiettivo fondamentale per realizzare quella che viene definita «inclusione sociale. Per tale ragione, non è sufficiente organizzare dei servizi efficienti, occorre predisporre il terreno per una relazione con i soggetti sociali, educativi, amicali del territorio di vita».

Il programma dell’iniziativa prevede l’intervento di Giuseppe Giovanelli, direttore generale della Fondazione Angelo Custode, e quello di Maria Luisa Galli, responsabile di “Casa Amoris Laetitia”, al termine dei quali sarà possibile aprire un dibattito con chi vorrà portare esperienze o richieste di informazioni.

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