«Un cuore che ascolta»,  aiuto al telefono  «Consulenza psicologica a chi soffre»

«Un cuore che ascolta», aiuto al telefono
«Consulenza psicologica a chi soffre»

Da venerdì la diocesi attiva un servizio di consulenza psicologica «Un cuore che ascolta» con i consultori Zelinda e Scarpellini, oltre alla disponibilità di sacerdoti e laici sul fronte spirituale.

«Un cuore che ascolta». Il cuore è quello di uomini e donne , con cammini di vita e competenze diverse - psicologi e psicoterapeuti dei consultori familiari diocesani della Fondazione Angelo Custode e sacerdoti, consacrati, laici credenti - che saranno a disposizione per quanti sentono di avere bisogno di un supporto psicologico o spirituale, per affrontare la drammaticità della situazione che stiamo vivendo.

Il progetto diocesano è stato fortemente voluto dal vescovo Francesco Beschi: «In questi giorni - scrive - ascolto le voci sommesse di molte persone, provate dal dolore per la perdita dei loro cari, per l’impossibilità, compresa ma sofferta, di condividere il momento del distacco, della deposizione e la preghiera per loro; lo smarrimento per una condizione di solitudine che pesa sull’anima e non riesce a esprimersi o non lo si vuole, per non pesare su chi è vicino; il bisogno di “consolazione” non certo superficiale o di circostanza; domande che salgono da una situazione impensata e inedita oltre che accompagnare la trepidazione per i malati e la speranza per la loro guarigione. Nasce così il servizio telefonico “Un cuore che ascolta”. Questo ascolto del cuore diventi un segno, unito a molti altri, della vicinanza che non vogliamo far mancare a tutti coloro la desiderano».

«L’ascolto è lo strumento per stare vicini a persone che da sole stanno facendo fatica ad attraversare questa bufera - aggiunge don Vittorio Nozza, presidente della Fondazione Angelo Custode Onlus -. Abbiamo voluto porre attenzione alle dimensioni spirituale e psicologica, con da un lato volontari preparati, dall’altro gli operatori dei sei consultori familiari diocesani». Da domani saranno attivi un indirizzo mail (uncuorecheascolta 2020@gmail.com) e due numeri telefonici (379.1839048 presso il Consultorio Scarpellini Bergamo e 379.1839033 presso il Consultorio Zelinda di Trescore da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17) a cui risponderanno rispettivamente Antonio Mazzucco e Bruno Vedovati, che raccoglieranno le diverse richieste. «Dopo il primo contatto in cui cercheremo di comprendere i bisogni della persona - dice Mazzucco - spiegheremo le possibilità del servizio: un ascolto con un taglio psicologico, oppure un accompagnamento spirituale». Ed entro 24 ore la persona verrà contattata da un operatore con cui possa dialogare. «I destinatari di questo servizio - spiega Bruno Vedovati - sono coloro che stanno vivendo con fatica questo momento di emergenza e si trovano ad affrontare la preoccupazione per la propria salute o dei propri cari, un lutto, l’isolamento per la quarantena, un ricovero.

Le ansie possono sfociare in angoscia e panico, così come le relazioni dovute alla convivenza forzata possono mettere in crisi». «Pensiamo anche a quanti stanno lavorando in situazione di forte stress per esempio gli operatori socio sanitari - aggiunge Mazzucco -. È importante dire che non attiviamo trattamenti o terapie, ma apriamo spazi di ascolto, opportunità per poter raccontare quello che si sta vivendo». Chi chiama potrà avere la possibilità di mantenersi in contatto anche per i giorni seguenti, sempre nella forma della chiamata telefonica, videochiamata o anche un possibile incontro in consultorio a fine emergenza. Il supporto spirituale Si immagina anche che alcuni, proprio per il contesto attuale, possano avvertire come impellenti domande di senso, aver bisogno di un conforto spirituale e di condividere la preghiera. Da questo punto di vista il vescovo sottolinea di aver «constatato con commozione come le nostre parrocchie abbiano attivato, soprattutto attraverso l’opera generosa e preparata dei sacerdoti, una risposta a queste attese; nello stesso tempo ho ritenuto che potesse rappresentare un utile e appropriato servizio, organizzare una risposta anche a livello diocesano, con l’aiuto di persone preparate».

A sacerdoti diocesani, consacrati, religiose, diaconi permanenti e laici è stata chiesta la disponibilità per questo servizio: «La risposta è stata immediata e generosissima - dice don Alberto Monaci -. È bello vedere come ognuno fa quello che può, per quello di cui ha competenza. Un primo gruppo di volontari quindi è pronto per cercare di dare risposta a quelle che possono essere domande legate alla fede, anche in considerazione del fatto che mancano momenti come la confessione, il colloquio individuale con il sacerdote, la possibilità della preghiera con la comunità. In molte parrocchie si sono trovate forme diverse, ma anche la diocesi offre una sua risposta». Le dimensioni spirituale e psicologica sono differenti, ma non separate: «Se durante il colloquio con un operatore di consultori emergessero domande di tipo spirituale, alla persona potrà essere offerto un accompagnamento spirituale - aggiunge don Alberto -. Allo stesso modo si potrebbe indirizzare e mettere in contatto una persona con una figura più di sostegno psicologico». Importante sottolineare anche quello che «Un cuore che ascolta» non è e cioè un servizio che fornisca informazioni o risponda a bisogni concreti come spesa a domicilio, consegna di farmaci, perché per questi bisogni si sono già attivate amministrazioni, associazioni, enti, gruppi.

Mentre i consultori Scarpellini di Bergamo e Zelinda di Trescore Balneario sono a disposizione per questo nuovo progetto di sostegno psicologico e spirituale promosso dalla Diocesi, continua l’attività con coloro che sono già utenti delle strutture. «Il Consultorio familiare Zelinda - spiega infatti Vedovati - in quanto presidio socio-sanitario di Regione Lombardia (accreditato e gestito dalla Fondazione Angelo Custode) è tra i servizi che sono chiamati a restare aperti. Necessariamente e responsabilmente abbiamo ridotto alcune attività, mentre per altre abbiamo previsto il collegamento da remoto (telefono e videochiamate). Rimane per alcune specifiche situazioni la possibilità di accedere direttamente e di persona al servizio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA