I sindaci: noi sui carboni ardenti  «Unità di crisi» a Nembro e Alzano

I sindaci: noi sui carboni ardenti
«Unità di crisi» a Nembro e Alzano

Anche se da una settimana sono «sui carboni ardenti» con le voci che si rincorrono ma senza alcuna comunicazione ufficiale, i sindaci di Nembro e Alzano Lombardo, i due comuni della Bergamasca in attesa di sapere se diventeranno zona rossa, la seconda in Lombardia, si stanno organizzando per affrontare il «blocco» delle attività e il divieto di entrare ed uscire dall’area.

Claudio Cancelli, primo cittadino di Nembro, contagiato e già guarito ma ancora in quarantena, in contatto via skype con gli assessori e il personale degli uffici comunali, sta costituendo una «unità di Crisi». «Stiamo predisponendo gli elenchi dei volontari che comprende quelli già operativi e altri che si sono fatti avanti per dare una mano» per i servizi essenziali ai cittadini come la distribuzione dei pasti a domicilio. Poi è stato reclutato il responsabile dell’ufficio tecnico che coordina una piccola squadra di operai per eventuali interventi «in quanto per i lavori - prosegue il sindaco - abbiamo dato l’appalto a una ditta esterna e non sappiamo se avrà le possibilità di entrare».

E lo stesso vale per l’assistenza domiciliare integrata ad anziani e malati allettati a casa. Potenziato anche il servizio anagrafe «per gli eventuali decessi». Insomma, dice Cancelli, «siamo in fase di organizzazione preventiva per un evento che non sappiamo quando, se e come avverrà».

Camillo Bertocchi, primo cittadino di Alzano racconta che da giovedì 5 marzo, assieme alla giunta, si sta strutturando «il Coc, il Centro operativo comunale e stiamo individuando le varie mansioni. Non solo il reclutamento dei volontari ma - aggiunge- stiamo predisponendo una specifica e puntale attività di comunicazione ai cittadini». In queste ore il personale addetto al centralino del comune viene formato per «dare le risposte ai quesiti fondamentali» prevedendo le molte telefonate da parte degli abitanti. Tra le varie cose, anche il coordinamento con i servizi sociali per l’assistenza alle persone sole e con fragilità. «La gente è spaventata dal coronavirus - prosegue Bertocchi -. Quando una cosa non si conosce si ha più paura. Comunque siamo pronti ad affrontare tutto, l’importante è avere la certezza e sapere se istituiscono la zona rossa. Le regole non ci spaventano, l’importante è sapere quel che dobbiamo fare».

Timori vengono espressi anche dalle aziende bergamasche, in attesa di sapere se verrà definita una nuova zona rossa per limitare contagi da coronavirus. Il dubbio che il provvedimento possa interessare tratti di strade tali da compromettere la consegna e il ritiro di materiali crea tensioni tra gli imprenditori sul futuro delle loro società. A raccogliere domande e paure sono le associazioni territoriali di Confindustria Lombardia, che hanno costituito intanto una task-force per supportare le aziende in questo periodo di difficoltà con l’emergenza coronavirus. Lo scopo, viene spiegato, è accompagnarle nelle procedure necessarie a lavorare e insieme a garantire ai dipendenti la sicurezza per la salute. Servono semplicemente anche per interpretare correttamente le norme, ma pure in caso di dubbi su eventuali contagi tra il personale.


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