Totalmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti, pertanto va assolto. E' questo l'esito della perizia psichiatrica di Maurizio Novembrini, accusato del duplice omicidio del fratello Carlo e della sua compagna Maria Rosa Fortini lo scorso 4 aprile nella sala slot di caravaggio. Il giudice Maria Luisa Mazzola aveva affidato la redazione della perizia al perito criminale Massimo Biza che visitò Novembrini nel carcere di Pavia dove si trova dal mese di maggio quando è stato trasferito dopo aver incendiato il materasso della sua cella del carcere di Bergamo. Dello stesso parere anche il consulente di parte Enzo Giovanni Bosco, di Torino, nominato dall'avvocato di Novembrini Paolo Birolini. Convergente anche la perizia dell consulente della parte civile, mamma, papà e i due fratelli di Maria Rosa Fortini (difesi dall'avvocato Rocco Lombardo). La perizia psichiatrica è arrivata a fine anno ed è stata depositata a metà mese. E in forza di quanto dichiarato dal professor Biza, Novembrini dal 15 gennaio è stato scarcerato e trasferito nel Rems di Castiglione delle Stiviere, struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali (infermi di mente) e socialmente pericolosi. Il perito ha accertato un disturbo delirante, quello che qualche tempo fa si definiva psicosi paranoica, affermando che il Novembrini al momento del duplice omicidio aveva un vizio totale di mente. Pertanto non era in sè quando freddò con quattro colpi di pistola il fratello maggiore Carlo e la sua compagna nella sala slot «Gold Cherry» di Caravaggio. Il 19 febbraio ci sarà l'udienza preliminare per esaminare la perizia. Il 5 marzo invece l'udienza nella quale al giudice non rimarrà altro da fare che dichiarare il non luogo a procedere per totale infermità mentale. Maurizio Novembrini sarà dichiarato assolto e non punibile in forza dell'articolo 88 del codice penale. Tornerà un uomo libero e per lui verrà stabilita una misura di sicurezza che consiste nel ricovero, per quanto è da capire, presso il Rems per il recupero mentale. Stanti così le cose per i genitori e i fratelli di Maria Rosa Fortini che si sono costituiti parte civile, non sarebbe previsto alcun indennizzo. Simona Befani
Totalmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti, pertanto va assolto. E' questo l'esito della perizia psichiatrica di Maurizio Novembrini, accusato del duplice omicidio del fratello Carlo e della sua compagna Maria Rosa Fortini lo scorso 4 aprile nella sala slot di caravaggio. Il giudice Maria Luisa Mazzola aveva affidato la redazione della perizia al perito criminale Massimo Biza che visitò Novembrini nel carcere di Pavia dove si trova dal mese di maggio quando è stato trasferito dopo aver incendiato il materasso della sua cella del carcere di Bergamo. Dello stesso parere anche il consulente di parte Enzo Giovanni Bosco, di Torino, nominato dall'avvocato di Novembrini Paolo Birolini. Convergente anche la perizia dell consulente della parte civile, mamma, papà e i due fratelli di Maria Rosa Fortini (difesi dall'avvocato Rocco Lombardo). La perizia psichiatrica è arrivata a fine anno ed è stata depositata a metà mese. E in forza di quanto dichiarato dal professor Biza, Novembrini dal 15 gennaio è stato scarcerato e trasferito nel Rems di Castiglione delle Stiviere, struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali (infermi di mente) e socialmente pericolosi. Il perito ha accertato un disturbo delirante, quello che qualche tempo fa si definiva psicosi paranoica, affermando che il Novembrini al momento del duplice omicidio aveva un vizio totale di mente. Pertanto non era in sè quando freddò con quattro colpi di pistola il fratello maggiore Carlo e la sua compagna nella sala slot «Gold Cherry» di Caravaggio. Il 19 febbraio ci sarà l'udienza preliminare per esaminare la perizia. Il 5 marzo invece l'udienza nella quale al giudice non rimarrà altro da fare che dichiarare il non luogo a procedere per totale infermità mentale. Maurizio Novembrini sarà dichiarato assolto e non punibile in forza dell'articolo 88 del codice penale. Tornerà un uomo libero e per lui verrà stabilita una misura di sicurezza che consiste nel ricovero, per quanto è da capire, presso il Rems per il recupero mentale. Stanti così le cose per i genitori e i fratelli di Maria Rosa Fortini che si sono costituiti parte civile, non sarebbe previsto alcun indennizzo. Simona Befani