Ormai è un lontano ricordo l’ex Centro studi Enrico Fermi di Bergamo, incastonato tra via Masone e via Albini. Per oltre un decennio lo storico edificio è rimasto in uno stato di abbandono, con il rischio concreto di trasformarsi in uno spazio di degrado. Uno scenario che aveva già iniziato a mostrare i primi segnali evidenti, nonostante il valore architettonico di una costruzione risalente ai primi anni del Novecento, da sempre considerata un piccolo gioiello del tessuto urbano cittadino.Da qualche mese, però, il destino dell’immobile sembra aver imboccato una direzione diversa. La struttura, di proprietà del conte Palma Camozzi e sottoposta a vincolo della Sovrintendenza ai beni storici e architettonici, ha trovato un nuovo acquirente deciso a restituirle una funzione e una prospettiva. A rilevarla è stato Giacomo Agostini, il più grande campione di motociclismo di tutti i tempi, che insieme al figlio ha scelto di investire su questo angolo di pregio della città. Un’operazione che si inserisce in un percorso già avviato dal pluricampione , non nuovo a investimenti immobiliari in Bergamasca.Sul prezzo di acquisto l’agenzia Royal, che ha seguito l’operazione, mantiene il massimo riserbo: la trattativa è avvenuta in forma privata, ma le valutazioni si aggirerebbero intorno ai due milioni di euro. Un valore che riflette non solo la posizione e la qualità architettonica dell’edificio, ma anche le potenzialità legate al progetto di recupero.Il piano di riqualificazione, presentato in Comune poche settimane fa, prevede un intervento di restauro conservativo in grado di coniugare tutela storica e innovazione. L’obiettivo è la realizzazione di tre-cinque unità abitative, complete di box, tutte in classe energetica A, con soluzioni improntate all’efficienza, alla sostenibilità e alle tecnologie più avanzate. Il tutto senza alterare l’impianto originario dell’edificio, che verrà preservato nella sua identità e nella sua bellezza.L’operazione non sarebbe l’unica messa a segno da Agostini sul territorio: tra gli altri investimenti figura anche l’acquisto di una cascina del 1700 in via Quintino Basso, ulteriore tassello di una strategia immobiliare che guarda al recupero di edifici storici e al loro reinserimento nel tessuto urbano.Il servizio di Paola Abrate
Ormai è un lontano ricordo l’ex Centro studi Enrico Fermi di Bergamo, incastonato tra via Masone e via Albini. Per oltre un decennio lo storico edificio è rimasto in uno stato di abbandono, con il rischio concreto di trasformarsi in uno spazio di degrado. Uno scenario che aveva già iniziato a mostrare i primi segnali evidenti, nonostante il valore architettonico di una costruzione risalente ai primi anni del Novecento, da sempre considerata un piccolo gioiello del tessuto urbano cittadino.Da qualche mese, però, il destino dell’immobile sembra aver imboccato una direzione diversa. La struttura, di proprietà del conte Palma Camozzi e sottoposta a vincolo della Sovrintendenza ai beni storici e architettonici, ha trovato un nuovo acquirente deciso a restituirle una funzione e una prospettiva. A rilevarla è stato Giacomo Agostini, il più grande campione di motociclismo di tutti i tempi, che insieme al figlio ha scelto di investire su questo angolo di pregio della città. Un’operazione che si inserisce in un percorso già avviato dal pluricampione , non nuovo a investimenti immobiliari in Bergamasca.Sul prezzo di acquisto l’agenzia Royal, che ha seguito l’operazione, mantiene il massimo riserbo: la trattativa è avvenuta in forma privata, ma le valutazioni si aggirerebbero intorno ai due milioni di euro. Un valore che riflette non solo la posizione e la qualità architettonica dell’edificio, ma anche le potenzialità legate al progetto di recupero.Il piano di riqualificazione, presentato in Comune poche settimane fa, prevede un intervento di restauro conservativo in grado di coniugare tutela storica e innovazione. L’obiettivo è la realizzazione di tre-cinque unità abitative, complete di box, tutte in classe energetica A, con soluzioni improntate all’efficienza, alla sostenibilità e alle tecnologie più avanzate. Il tutto senza alterare l’impianto originario dell’edificio, che verrà preservato nella sua identità e nella sua bellezza.L’operazione non sarebbe l’unica messa a segno da Agostini sul territorio: tra gli altri investimenti figura anche l’acquisto di una cascina del 1700 in via Quintino Basso, ulteriore tassello di una strategia immobiliare che guarda al recupero di edifici storici e al loro reinserimento nel tessuto urbano.Il servizio di Paola Abrate