Nelle valli bergamasche i piccoli negozi di paese restano un presidio fondamentale, ben oltre la loro funzione commerciale. Minimarket, alimentari, bar, panifici, edicole e tabacchi sono spesso gli ultimi luoghi di incontro e socialità nei centri montani, attività che sopravvivono con margini ridotti ma che contribuiscono in modo decisivo alla vitalità e all'identità dei territori. La montagna deve fare i conti con fragilità strutturali note: isolamento geografico, bassa densità abitativa, calo demografico e riduzione dei servizi pubblici. In questo quadro si inserisce la nuova Legge sulla montagna, approvata a settembre 2025, che punta a contrastare lo spopolamento e a sostenere servizi essenziali, residenzialità e attività economiche. Un segnale di attenzione a un tessuto imprenditoriale che necessita di stabilità e misure mirate per restare in equilibrio.La mappatura di Confcommercio Bergamo sulla tenuta del commercio, basata su vivibilità, vivacità e prossimità, mostra come il turismo e la distanza dalla grande distribuzione siano fattori decisivi. Spicca Clusone e il suo circondario, con 7 insegne ogni 1.000 residenti. Tengono anche la Valle di Scalve e Val Brembana, Altopiano di Selvino e Val Serina – grazie al turismo e a bacini meno esposti alla concorrenza esterna.In alcune aree montane gli indici di prossimità superano quelli urbani: la porta della Val Brembana raggiunge 3,8 negozi alimentari ogni 1.000 abitanti, mentre la Valle di Scalve arriva a 5, con 20 attività per 3.999 abitanti. Più debole la situazione dell'Asta del Serio, con 1,4 negozi ogni 1.000 abitanti. Dati che confermano come, nelle valli bergamasche, i piccoli negozi restino un elemento chiave per la tenuta economica e sociale delle comunità. Il servizio di Paola Abrate
Nelle valli bergamasche i piccoli negozi di paese restano un presidio fondamentale, ben oltre la loro funzione commerciale. Minimarket, alimentari, bar, panifici, edicole e tabacchi sono spesso gli ultimi luoghi di incontro e socialità nei centri montani, attività che sopravvivono con margini ridotti ma che contribuiscono in modo decisivo alla vitalità e all'identità dei territori. La montagna deve fare i conti con fragilità strutturali note: isolamento geografico, bassa densità abitativa, calo demografico e riduzione dei servizi pubblici. In questo quadro si inserisce la nuova Legge sulla montagna, approvata a settembre 2025, che punta a contrastare lo spopolamento e a sostenere servizi essenziali, residenzialità e attività economiche. Un segnale di attenzione a un tessuto imprenditoriale che necessita di stabilità e misure mirate per restare in equilibrio.La mappatura di Confcommercio Bergamo sulla tenuta del commercio, basata su vivibilità, vivacità e prossimità, mostra come il turismo e la distanza dalla grande distribuzione siano fattori decisivi. Spicca Clusone e il suo circondario, con 7 insegne ogni 1.000 residenti. Tengono anche la Valle di Scalve e Val Brembana, Altopiano di Selvino e Val Serina – grazie al turismo e a bacini meno esposti alla concorrenza esterna.In alcune aree montane gli indici di prossimità superano quelli urbani: la porta della Val Brembana raggiunge 3,8 negozi alimentari ogni 1.000 abitanti, mentre la Valle di Scalve arriva a 5, con 20 attività per 3.999 abitanti. Più debole la situazione dell'Asta del Serio, con 1,4 negozi ogni 1.000 abitanti. Dati che confermano come, nelle valli bergamasche, i piccoli negozi restino un elemento chiave per la tenuta economica e sociale delle comunità. Il servizio di Paola Abrate