Ponte Calusco, un radar puntato per 24 ore. Così sapremo se è a rischio crollo

Nelle prossime ventiquattro ore sarà possibile stabilire quanto in effetti il Ponte San Michele, chiuso d'urgenza la notte tra il 14 e il 15 settembre, sia da considerare una struttura a rischio crollo. Un radar da terra sofisticato ad alta tecnologia in queste ore è stato puntato sulla infrastruttura. In sostanza lo strumento , un interferometro radar da terra, è in grado di registrare i più impercettibili movimenti, sotto il decimo di millimetro. La dimostrazione di questa potente e innovativa tecnologia messa a disposizione di Codevintec, azienda milanese, nasce da una idea di Tecno In, già impegnata da diverse settimane nel monitoraggio del ponte con strumentazione tradizionale. La rilevazione è stata avviata oggi, e sarà costante per le prossime 24 ore . Mercoledì la dimostarzione alla presneza di Rfi, Politecnico e le istituzioni locali. Una verifica, dunque, dimostrativa dello stato di salute del ponte in ferro - stradale e ferroviario su due piani.Verrà monitorato un giorno intero per illustrare la stabilità e il comportamento dinamico della struttura. I dati rilevati dall'interferometro vengono osservati in tempo reale dagli specialisti, direttamente sul campo. Quindi sarà possibile sapere immediatamente se il ponte è da considerare stabile o presenta movimenti ad alto rischio crollo. Lo strumento si limita a registrare le microvariazioni, le valutazioni tecniche del risultato spetteranno però agli ingegneri. Un risultato ancora più preciso poteva essere raggiunto sollecitando il ponte col passaggio di un convoglio pilotato da remoto, ma non è stato possibile organizzare questo ulteriore esperimento. Lo strumento è però così sofisticato e preciso da poter cogliere le variezioni della struttura in ferro in condizioni climatiche variabili ( dal giorno alla notte) con umidità e piccoli sbalzi termici. Massima attenzione anche da parte dei cittadini di Calusco e Paderno che da tempo denunciano l'assenza di manutenzione del San Michele e ancora ritengono poco chiari i motivi di una sua chiusura totale, così repentina.

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