Qualità della vita - In Bergamasca bene lavoro e innovazione, male la cultura

Ormai possiamo crederci: la Bergamasca sta facendo passi in avanti in tema di innovazione. E' delle scorse settimane l'affermazione del capoluogo al 6° posto in Italia tra le città più 'smart': ora anche l'annuale classifica del Sole24Ore sulla qualità della vita lo conferma. La nostra provincia (28^ nella classifica generale, in risalita di un posto rispetto all'anno scorso), occupa la sedicesima posizione sulle 110 italiane per quanto riguarda lo sviluppo della ricerca legata al lavoro, che valuta - tra l'altro - il numero di start up (le nuove imprese, spesso create da giovani, con una forte componente legata alle nuove tecnologie), così come la propensione all'export. I bergamaschi possono dirsi soddisfatti, stando ai numeri della ricerca, per quanto riguarda la sanità: la provincia orobica è infatti quella nella quale, in Italia, si verifica la minore 'emigrazione' ospedaliera (come dire: abbiamo tutti i servizi di cui abbiamo bisogno). Migliora rispetto allo scorso anno la voce relativa a giustizia e sicurezza (la posizione è la 66^, ma in risalita), mentre va decisamente male sul fronte istruzione e cultura: al 75° posto per numero di laureati, al 66° per numero di librerie. Va meglio rispetto allo scorso anno il numero di onlus: l'importanza del Terzo Settore per il tessuto sociale ed economico bergamasco, però, non è una sorpresa.

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