Domenica 18 Maggio 2014

Da Boccaleone alla Bbc di Londra

Maurizio incanta con la musica

Maurizio Malagnini

Basta una suggestione, una musica che resta in testa e apre il cuore. A Maurizio Malagnini, ora 36enne, è capitato a 10 anni, seduto sul divano di casa mentre guardava con la sua famiglia «Nuovo cinema Paradiso». Un film da sogno, una musica che ispira quella del maestro Ennio Morricone, e Maurizio resta lì, impalato davanti ai titoli di coda, per ascoltarla. E ascoltarla ancora. Anche oggi, che vive a Londra da otto anni, ogni tanto la riassapora. Perché quei suoni, quella melodia leggera e intensa, hanno deciso il suo destino.

Da Bergamo, Maurizio si è trasferito nel 2006 a Londra per proseguire la sua carriera da musicista: è qui, infatti, che compone per la Bbc le colonne sonore di diverse famose serie tv ed è qui che ha vinto le scorse settimane un premio nazionale indetto dalla «Siae» britannica.

«La musica mi ha sempre circondato: abitavo con la mia famiglia a Boccaleone, ci eravamo trasferiti qui da Romano di Lombardia – ricorda –. Io a 10 anni suonavo il pianoforte come autodidatta, improvvisavo sulla tastiera, componevo brevi brani. La musica era parte integrante della nostra casa: mio padre da ragazzo cantava in una band, in salotto si ascoltavano i suoi tanti dischi che aveva collezionato negli anni». Una passione trasferita al figlio: «Ascoltavamo Toscanini, la sinfonia 40 di Mozart: impazzivo di gioia».

Impossibile non iniziare con le lezioni di musica: «Privatamente studiavo pianoforte, ma ero poco accademico: continuavo a cambiare le note, non seguivo lo spartito. Dopo un anno mi consigliarono di studiare composizione». E da qui inizia un percorso che porta Maurizio a Londra: prima quattro anni al conservatorio di Brescia, poi cinque anni all’Istituto musicale Donizetti di Bergamo, a 26 anni il bergamasco era diplomato in composizione, lavorando parallelamente a progetti sempre diversi, tra le prime creazioni in note e il debutto nell’Orchestra barocca di Bergamo: «Componevo sia musica da camera che sinfonica, e data la voglia di specializzarmi mi sono trasferito a Roma al Conservatorio Santa Cecilia grazie a un master vinto sempre in composizione».

Ma Roma non basta a Maurizio: «Sentivo che non andavo da nessuna parte, non avevo sbocchi: non c’era energia». Da qui l’audizione per entrare al Royal College of Music, il conservatorio della capitale britannica dove il bergamasco entra con una borsa di studio che gli permette di specializzarsi in composizione di musica da film: «Un master di due anni che mi apre un mondo – racconta –, e che mi permette di lavorare con un’orchestra a mia disposizione, creando attorno a un film e ai suoi personaggi una colonna sonora che li racconti, una melodia in cui trasportare il telespettatore».

E l’orchestra ha questo filo emozionale a cui ci si attacca durante una storia: «Ti culla e ti lascia in balia dei suoni e delle sensazioni che essi fanno scaturire: durante il master sono stato segnalato come il miglior studente e a fine corso è arrivata la Bbc a darmi un’occhiata – racconta ancora Maurizio –. Dopo tre mesi ero già a lavorare per loro».

E questo significa avere la Bbc Philharmonic a disposizione: «Ben 95 elementi e una botta di adrenalina incredibile – spiega –. Il mio primo lavoro lo posso spiegare così: mi hanno passato una bozza di copione di una serie tv di animazione, “Muddle Earth”, mostrandomi anche i personaggi animati. In una settimana circa dovevo proporre la colonna sonora, circa 7-8 minuti di musica. Mi ha aiutato tanto l’esperienza fatta con Bruno Bozzetto, il primo regista a credere davvero in me e a insegnarmi tanti trucchi del mestiere».

Il suo lavoro piace e le collaborazioni proseguono, tanto che lo scorso anno Malagnini compone una Suite Sinfonica con la Bbc Philharmonic che va in diretta radiofonica nazionale: «Ispirato al parco naturale del Lake District, alle colline inglesi: io che sono cresciuto con le mie montagne, ho pensato ai miei pendii e mi sono sentito come a casa». Un brano che trasmettono di frequente e che ha aperto molte porte al musicista: «Ho composto la colonna sonora per la serie tv “The body farm”» dice, mentre Maurizio registra ad Abbey Road, studio famoso per i Beatles: è qui che il bergamasco si ritrova a scambiarsi l’ufficio con i «Muse» e diverse celebrities hollywoodiane come James Horner, il compositore di «Titanic»: «Il mondo artistico londinese è molto ricco, suggestivo, perché c’è voglia di fare e di provare, c’è spazio per la creatività e si investe sui giovani».

Ora con il nuovo lavoro, la serie tv «The Paradise», ha vinto anche il premio di miglior colonna sonora per la tv, indetto dalla Prs, la «Siae» inglese: «Questa serie è un successo per la Bbc a livello internazionale ed è trasmessa in 130 territori, Stati Uniti compresi. I diritti tv per l’Italia di questo programma sono stati acquistati da Mediaset: arriverà presto anche da voi» commenta, e fa effetto che dal «Cinema Paradiso» a «The Paradise», questa parola torni sempre nella vita musicale di Maurizio: «Ma Morricone non l’ho mai conosciuto, non c’è mai stata l’occasione, non ho neppure provato a disturbarlo, anche se recentemente sono andato a Parigi per seguirlo in un suo concerto». Con una nota curiosa: Morricone e Maurizio sono gli unici due compositori italiani a fare parte del catalogo della Universal production music library of universal publishing.

Ride Malagnini e se ne sta tranquillo a Londra, nel verde del Kent dove ha preso una grande casa: «In venti minuti sono nella City, ma qui sono tranquillo e mi sembra di essere nella mia provincia: Bergamo non si dimentica facilmente». Città Alta e le sue Mura, «quel senso di arte e storia, di città eterna – spiega –. Londra è proiettata nel futuro, cambia sempre e sempre è in movimento. Bergamo è ancorata alla sua storia e la ritrovo nella sua statica bellezza, in un incanto magico». Maurizio torna una volta l’anno: «Più che altro sono gli altri che vengono a trovare me, grazie a Orio al Serio e Ryanair, ma quando invece sono io a casa scappo in Città Alta e vado a mangiare il coniglio con la polenta da “Mimmo”».

Londra è la sua nuova casa: «Nella storia dei grandi musicisti c’è il viaggio: siamo girovaghi, cerchiamo quel panorama frizzante e stimolante per continuare a comporre». Lui che per Bergamo ha scritto le musiche del corto realizzato da Bozzetto per l’Atalanta e pure la musica del film su Papa Giovanni per la regia di Salvatore Nocita. «Bergamo è il “paradiso” in cui rifugiarmi». Tutto torna a questo bambino di 10 anni ipnotizzato su un divano ascoltando il grande maestro Morricone. «Da “Cinema Paradiso” a “The Paradise” – sorride –. In fondo nella vita c’è un filo sottile che ci lega: il mio è fatto di note musicali».n

asta una suggestione, una musica che resta in testa e apre il cuore. A Maurizio Malagnini, ora 36enne, è capitato a 10 anni, seduto sul divano di casa mentre guardava con la sua famiglia «Nuovo cinema Paradiso».

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Fabiana Tinaglia

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