Lunedì 15 Febbraio 2010

«Basta far pagare l'Iva sulla Tia»
Federconsumatori denuncia Bas

Federconsumatori Bergamo - con il sostegno della struttura nazionale e delle proprie strutture legali - ha dato il via ad un'azione inibitoria contro Bas Omniservizi in relazione all'applicazione dell'Iva sulle fatture riguardanti i costi addebitati agli utenti per il servizio di Igiene urbana.

«Federconsumatori Bergamo - si legge in un cmunicato stampa - segnala che da parte di BAS Omniservizi, avente sede legale in Bergamo, nonostante la diffida presentata lo scorso mese di dicembre, non vi è stata adesione alla richiesta di interrompere l'applicazione dell'IVA sulle fatture riguardanti i costi addebitati agli utenti per il servizio di Igiene Urbana. Richiesta che teneva conto delle oggettive difficoltà della Azienda a restituire le quote di IVA percepite indebitamente negli ultimi anni. In attesa di chiarimenti atti a definire le modalità di rimborso, Federconsumatori aveva chiesto a BAS di dare un segnale di adesione alla sentenza della Corte Costituzionale sospendendo l'applicazione della “tassa sulla tassa”».

«Per tutta risposta - prosegue Federconsumatori - l'Azienda di Via Codussi ha proseguito nella scelta di non rispettare la decisione della Corte, limitandosi ad allegare all'ultima fattura emessa un'ulteriore lettera di giustificazioni in cui si sostiene che il comportamento tenuto (imposizione dell'IVA) “rappresenta l'unico modo praticabile per assicurare la continuità del servizio di igiene urbana”».

«Federconsumatori Bergamo contesta tali atteggiamenti lesivi dei diritti dei Consumatori e rifiuta di credere quanto afferma BAS. Pertanto, con il sostegno della struttura nazionale e delle proprie strutture legali, si è deciso di dare inizio alle procedure necessarie perché, nel rispetto della Sentenza Corte Costituzionale N. 238 del 24 luglio 2009, le Autorità competenti valutino l'opportunità di inibire a BAS Omniservizi l'applicazione dell'IVA sulla Tassa di Igiene Ambientale (TIA) e impongano la restituzione agli utenti di quanto indebitamente incamerato per la causale contestata».

a.ceresoli

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