Venerdì 26 Febbraio 2010

Manifestazione del 1° marzo
La Cgil: «Ci sia un corteo unico»

In vista del 1° marzo e della mobilitazione sui temi dei diritti dei migranti, Martino Signori della segreteria provinciale della Cgil torna sulla questione delle due iniziative diverse previste per lunedì a Bergamo, quella del Comitato Primo marzo e quella della Rete 28 marzo che comprende un gran numero di associazioni e i sindacati locali: «Il tema dell'immigrazione è troppo importante per dividersi e finir col fare due manifestazioni separate. Lunedì sera, alle 18.30, sarebbe incomprensibile far sfilare per le vie del centro due cortei diversi, fra l'altro contemporaneamente e lungo lo stesso percorso».

«Insomma, sarebbe assurdo avere due cortei identici ma separati, visto che identici sono gli obiettivi a cui tutti miriamo: la cancellazione della legislazione sull'immigrazione oggi vigente, dalla Legge Bossi-Fini al cosiddetto Pacchetto Sicurezza, la sconfitta di quella sorta di razzismo istituzionale che sta emergendo nel nostro Paese. Credo che a tutti noi, sia a chi aderisce al Comitato Primo marzo che a chi è della Rete 28 marzo, sembri ugualmente paradossale (e drammatico) che un lavoratore immigrato da anni occupato nella nostra provincia (e che paga regolarmente le tasse) rischi tutto se perde il lavoro, come tocca vedere sempre più spesso, in questi tempi, fra lavoratori italiani e stranieri».
 
«Paradossale che dopo sei mesi sia costretto a piombare e a vivere in una condizione di clandestinità con tutta la sua famiglia. Tutti quelli che decideranno di manifestare per le strade di Bergamo lunedì sera sono convinti che il riconoscimento della cittadinanza e del diritto al voto alle elezioni amministrative per gli immigrati siano altre due priorità nel processo di costruzione di un Paese coeso, dove non si respiri aria di scontro etnico né religioso. Lunedì, dunque, ci sia un corteo solo».

Anche sui temi dei diritti dei lavoratori e dei cittadini immigrati in Italia, la Cgil ha proclamato uno sciopero per il 12 marzo prossimo: «Sarà - conclude Signori - una mobilitazione di tutti i lavoratori, sia italiani che stranieri, su varie questioni, dal fisco, al lavoro fino al diritto di cittadinanza, per una concreta politica d'inclusione dei lavoratori immigrati».

Intanto si è appreso che la Cub, Confederazione Unitaria di Base, che pure sostiene la giornata di mobilitazione e sciopero generale dei lavoratori immigrati, non aderirà al presidio di Bergamo del 1° marzo.

m.sanfilippo

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