Martedì 31 Agosto 2010

Colognola: il fidanzato la accoltella
Ragazza incinta perde il bambino

Il fidanzato marocchino l'avrebbe picchiata a sangue, con calci e pugni, per poi accoltellarla all'addome, facendole perdere il bambino. È successo sabato sera a Colognola, vittima una ragazza di Capriate, Nicoletta Gaspani, 25 anni, che ora si trova ricoverata in gravi condizioni agli Ospedali Riuniti.

Il presunto autore del gesto - sarebbe stata proprio lei a indicarlo come tale alla polizia - sarebbe il fidanzato marocchino, nonché padre del nascituro: la squadra mobile della questura, che sta indagando sullo sconcertante episodio di violenza, gli sta dando la caccia senza sosta ma ancora non è riuscita a rintracciarlo.

Sulla vicenda gli inquirenti hanno mantenuto sin dall'inizio il più stretto riserbo e hanno per ora confermato soltanto che sull'episodio dell'accoltellamento c'è un'indagine in corso. Secondo quanto trapelato finora, il fatto è successo verso le 21,45 di sabato.

Nicoletta Gaspani era a casa del fidanzato, un marocchino quarantenne che conosceva da pochi mesi. Tre mesi fa era rimasta incinta. «A me quell'uomo non è mai piaciuto - racconta la madre della ragazza, Giuseppina Bonfanti, che abbiamo raggiunto telefonicamente -, lei mi diceva che era manesco. Già un'altra volta mia figlia mi aveva telefonato chiedendomi se potevo andarla a prendere perché lui l'aveva picchiata».

Sabato sera la situazione è precipitata. Secondo una prima ricostruzione dei fatti - ma gli inquirenti sono ancora al lavoro - i due fidanzati si trovavano all'interno dell'abitazione di lui, al quinto piano di un condominio di Colognola (la via non è stata resa nota per motivi d'indagine).

Improvvisamente è scoppiata una furibonda lite e il marocchino si sarebbe scagliato contro la giovane di Capriate, colpendola con calci e pugni, causandole lividi e tumefazioni al volto. Infine, le avrebbe sferrato una coltellata all'addome. Lei ha raccontato di aver tentato la fuga, ma l'uomo glielo avrebbe impedito chiudendo la porta a chiave.

Alla fine la ragazza, nonostante le ferite, con la forza della disperazione è riuscita ad aprire e a scappare all'esterno della casa. Una volta fuori si è imbattuta in una donna e le ha chiesto aiuto. È stata quest'ultima a chiamare i soccorsi. «Poi mi hanno detto che un'ambulanza della Croce Bianca - prosegue la madre della ragazza - è intervenuta sul posto e l'ha portata d'urgenza all'ospedale, dov'è ora ricoverata».

La polizia per il momento ha confermato soltanto che la venticinquenne è stata operata e non è più in pericolo di vita. Ma le sue condizioni sono gravi, così come le conseguenze di questa brutale aggressione: «I medici ci hanno detto che purtroppo ha perso il suo bambino - conferma la madre - e a causa della coltellata all'addome ha anche contratto la peritonite. Adesso è sotto sedativi».

A quanto pare, non si trattava della prima volta che l'uomo alzava le mani nei confronti della sua giovane fidanzata. «Sabato scorso - ricorda la madre - mia figlia mi aveva telefonato chiedendomi di andarla a prendere perché lui aveva alzato le mani».

Quanto al bambino, a parole l'uomo sembrava essere contento della futura nascita: «Era convinto che si trattasse di una femmina e aveva già scelto anche il nome», conferma la madre. Dopo aver alzato le mani, lui si faceva perdonare: «Chiedeva scusa a mia figlia in ginocchio - prosegue Giuseppina Bonfanti - e lei, che è d'animo buono, ci cascava. Quando mi presentò il fidanzato, tempo fa, io le dissi chiaramente che non mi piaceva affatto e che non mi ispirava alcuna fiducia».

Dell'uomo, al momento, si sa solo che ha 40 anni, è di nazionalità marocchina, e che lavora in una cooperativa. Dopo i fatti di sabato sera si sarebbe allontanato, facendo perdere le tracce. La polizia gli sta dando la caccia.
 Vittorio Attanà
 Remo Traina

m.sanfilippo

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