Martedì 09 Novembre 2010

Digitale terrestre, ultima chiamata
Boom di vendite dei decoder

È scattata lunedì 8 novembre dalle valli bergamasche la prima fase del passaggio definitivo al digitale terrestre che, entro il 26 novembre, spegnerà il segnale analogico su tutto il territorio orobico. Dopo lo spegnimento dei canali Raidue e Retequattro di maggio, finalmente, ci siamo davvero. Come previsto dal calendario diffuso dal ministero dello Sviluppo economico, infatti, sui 1.546 Comuni della Lombardia tutto il processo di digitalizzazione sta avvenendo gradualmente: lunedì, per quanto riguarda la provincia di Bergamo, hanno compiuto un primo passo verso la tecnologia digitale – con il passaggio delle prime emittenti – Comuni come Clusone, Ardesio, e Colere. Tra il 10 e il 17 novembre toccherà anche ai Comuni dell'hinterland mentre lo «switch off» definitivo in pianura e città è fissato per il 26 novembre.

Per continuare a vedere i canali televisivi anche il prossimo mese occorre l'apposito decoder da collegare all'apparecchio televisivo a meno che non si abbia già un televisore nuovo, di ultima generazione, con il ricevitore incorporato. E non si può tergiversare, perché il segnale analogico sparisce davvero e per sempre. Per chi acquista ora il decoder, nella maggior parte dei Comuni, è già possibile vedere le emittenti Rai, Mediaset, La 7 e Mtv (8 in tutto) oltre a più di 60 canali tematici, prima visibili solo con la pay tv.

Tutta Europa sta passando dalla tv analogica a quella digitale: è la stessa Unione europea a imporre il passaggio entro il 2012. L'utilizzo di decoder esterni porta inevitabilmente a un aumento dei consumi di energia elettrica: se un sintonizzatore televisivo è integrato all'interno di un televisore, infatti, lo spegnimento del televisore implica anche lo spegnimento completo del sintonizzatore. Questo, invece, non accade se il sintonizzatore è esterno (cioè se si usa un decoder). Non solo può essere facile dimenticare acceso il decoder, bisogna anche considerare che non si spegne completamente a meno di non staccare fisicamente la spina. Sostituire i vecchi televisori con nuovi apparecchi dotati di decoder digitale integrato per immagini e suoni qualitativamente superiori porta dunque meno consumi di elettricità e anche meno inquinamento elettromagnetico. Soprattutto rispetto alle tv che funzionano ancora a tubo catodico.

L'antenna richiesta dal digitale terrestre è la stessa delle trasmissioni analogiche quindi non è da sostituire. Alcuni impianti, soprattutto i più vecchi, possono però richiedere una revisione perché in cattivo stato di manutenzione. Vanno fatti controllare da un tecnico solo in caso di non funzionamento del decoder. In più – è importante ricordarlo – non è possibile ricevere la televisione digitale terrestre con antenne da interni che ricevono poco segnale come quelle telescopiche a forma di «V» date in omaggio con i televisori analogici o che venivano acquistate per pochi euro. Non è possibile, infatti, raccogliere il segnale digitale con questo tipo di strumentazione.

Chi possiede già il decoder per guardare la televisione con il digitale terrestre, soprattutto in queste prime settimane di novembre, avrà dovuto lottare contro ricevitori che vanno in tilt, canali che spariscono o che, improvvisamente, cambiano posizione sul telecomando. Il passaggio sarà graduale attraverso tanti passi, quindi ci vuole pazienza. La situazione sarà in continua evoluzione fino alla data definitiva di «switch off». Non si può fare nient'altro che aspettare. Quando il decoder va in tilt bisogna sempre risintonizzare i canali da zero. In questo mese, ricco di novità e cambiamenti di frequenze e canali, bisognerà ripetere questa operazione più volte durante la stessa settimana. «Le zone della Bergamasca che in questi anni già ricevevano male il segnale analogico, con tutta probabilità, avranno problemi anche sul digitale terrestre – hanno raccontato gli antennisti bergamaschi del digitale terrestre –. La situazione è in continua evoluzione. Per avere certezze bisogna aspettare lo spegnimento definitivo del segnale analogico».

Nei negozi di elettronica presenti in città, visti gli spot tv che avvisano della «rivoluzione» del digitale terrestre e l'avvicinarsi della data del 26 novembre, la «febbre da digitale» resiste e si vendono decoder e televisori. In città la media è di un centinaio di decoder (esterni o incorporati in una tv nuova) al giorno. Si tratta soprattutto di clienti anziani che – nella maggior parte dei casi – faticano non poco a capire come funziona la nuova tecnologia e cosa devono acquistare. Ultimamente non manca nemmeno chi compra 3 o 4 decoder in un colpo solo perché, solo in queste ultime ore, ha scoperto che bisogna provvedere anche alle tv che si trovano in camera. Per quanto riguarda le persone anziane con più di 65 anni (con un reddito pari o inferiore ai 10mila euro e il pagamento in regola dell'abbonamento Rai ndr) è bene ricordare che possono sempre usufruire del previsto contributo statale di 50 euro per l'acquisto di un decoder interattivo.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata