Martedì 14 Dicembre 2010

Dallo Stato nuovi tagli ai Comuni
A PalaFrizzoni quasi 4 milioni in meno

Altro che Santa Lucia. Nella giornata di lunedì 13 dicembre i sindaci e gli assessori al Bilancio dei Comuni bergamaschi si sono trovati nella cassetta di posta elettronica l'email dell'Anci Lombardia che comunica i tagli dei trasferimenti erariali per il 2011. Per il capoluogo quasi 4 milioni di euro in meno (per la precisione 3.900.728,57). La riduzione è stabilita dal ministero dell'Interno, con decreto del 9 dicembre, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

In generale, secondo il decreto, i trasferimenti dallo Stato, comprensivi della compartecipazione Irpef, dovuti alle Province sono ridotti di 300 milioni per il 2011 e di 500 milioni annui dal 2012; per i Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti sono ridotti di 1.500 milioni per l'anno prossimo e di 2.500 milioni annui dall'anno seguente. Per il 2011 è determinata una riduzione dei trasferimenti a ciascuna provincia per il 22,934% rispetto all'importo assunto a base di riferimento; per i Comuni il taglio è pari all'11,722%. Effettuato su tutti i trasferimenti erariali, compreso quello che avrebbe dovuto compensare l'abolizione dell'Ici prima casa.

Per la Bergamasca è uno stilicidio di cifre, Comune per Comune. A farne le spese più grosse è Palafrizzoni, che deve fare i conti con quasi 4 milioni in meno di entrate. Ma balzano all'occhio anche i 378 mila euro e mezzo in meno di Albino, i 347 mila di Romano di Lombardia, i circa 496 mila di Seriate e i 652 mila di Treviglio. Insomma, ne escono colpite amministrazioni di tutti i colori, che in base alle minori disponibilità finanziarie dovranno rivedere anche le programmazioni future. A questo proposito, sempre ieri, la Conferenza Stato-città ha dato il via libera alla proroga dei termini per l'approvazione dei Bilanci preventivi 2011 per i Comuni. Su proposta del sottosegretario all'Interno Michelino Davico (e in seguito a una richiesta dell'Anci) sono infatti slittati dal 31 dicembre 2010 al 31 marzo 2011. Una proroga, però, che da almeno una quindicina di anni a questa parte è quasi scontata.

Critica comunque l'Anci, secondo la quale «il Decreto non è mai stato portato al vaglio della Conferenza Stato-città, che avrebbe dovuto stabilire criteri e modalità della riduzione dei trasferimenti erariali. L'Associazione aveva anche predisposto proposte di individuazione di criteri, diversi da quelli che sono stati effettivamente adottati dal governo».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 14 dicembre

fa.tinaglia

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