Lunedì 21 Febbraio 2011

La Cisl denuncia il caro Rsa
«Aumenti esasperati, +25%»

Forte preoccupazione per il continuo taglio di risorse e il conseguente innalzamento delle tariffe nelle Rsa della provincia; una serrata trattativa a livello regionale; un pacchetto di proposte per contribuire fattivamente al dibattito alla ricerca di soluzioni.

Così la Cisl di Bergamo si pone di fronte alla straordinaria emergenza che si profila per l'assistenza agli anziani in Bergamasca. Ammonta infatti a 61 miliardi di euro il «buco» nei trasferimenti ai comuni in materia di welfare per quest'anno, e tra i soldi stanziati e destinati ai piani di zona per i servizi alla persona, dall'accompagnamento per i disabili agli aiuti alle case di riposo, la cesoia del governo ha fatto letteralmente strage.

Da un lato c'è il totale azzeramento del Fondo per la non autosufficienza (400 milioni che da quest'anno non arriveranno più alle regioni per essere trasferite ai comuni), dall'altro la contrazione del fondo nazionale per le politiche sociali (altri 100 milioni di taglio netto) e le prospettive per gli anni a venire sono per niente rassicuranti.

Di tutto ciò chi inizia già da oggi a farne le spese, sono gli anziani, e di conseguenza le loro famiglie, ospiti delle case di riposo, dove le rette, già con l'inizio dell'anno, hanno visto un'impennata in alcuni casi assolutamente ingiustificati.

«La Cisl di Bergamo - è il commento di Sergio Carminati, del Dipartimento Welfare della segreteria dell'Ust provinciale - presta grande attenzione a una situazione che ridimensiona il diritto a usufruire del servizio. La budgetizzazione decisa dalla regione Lombardia per il rimborso delle spese alla Case di riposo prevede infatti che per il 2011 vengano girati alle strutture il 98% delle spese sostenute nel 2010. Questo, con l'aggiunta dell'inflazione (circa l'1.5%) causa un mancato introito di circa il 4%».

«Il timore delle organizzazioni sindacali è che tutto questo vada a scaricarsi o sui comuni o sulle rette dirette dei pazienti, una paura manifestata anche dal Consiglio dei sindaci nella sua ultima riunione. Un'altra preoccupazione riguarda la possibilità che le strutture provino a risparmiare anche sui contratti e le condizioni di lavoro dei dipendenti, esternalizzando alcuni servizi o applicando contratti di lavoro sempre più "risparmiosi"».

Inoltre, in provincia di Bergamo 2.500 persone sono in lista di attesa per entrare in una Rsa: con queste condizioni rischiano di rimanerci per tanto tempo, anche perché le Case di Riposo, una volta raggiunto il tetto di spesa del 2010, tenderanno a non fare nuovi ingressi, o a caricare interamente sul nuovo ospite tutto il costo.

La ricerca compiuta dalla Fnp Cisl di Bergamo evidenzia aumenti assolutamente esasperati, ben oltre inflazione e budgetizzazione: «Ci sono strutture che hanno deliberato aumenti che superano il 25% (Gazzaniga e Clusone). Di questi dati e delle nostre preoccupazioni per le ricadute sugli utenti e le loro famiglie - dichiara Michele Bettoni, della segreteria FNP CISL orobica - avremmo voluto discutere con le direzioni delle RSA, ma i nostri ripetuti inviti al dialogo sono rimasti inascoltati».

«Di questa preoccupazione evidente, la segreteria della Cisl di Bergamo, unitamente a Cgil e Uil, si farà carico al prossimo incontro con la direzione dell'Asl prevista per il prossimo 25 febbraio. Partendo dal documento di programmazione dell'Asl, che presenta aperture interessanti (proprio sull'area anziani sollecita una sistematica presenza degli organismi sindacali nei momenti di dibattito), la Cisl chiederà che l'Azienda Sanitaria provinciale si faccia carico della sua funzione di governo, per il coinvolgimento degli attori per ricercare soluzioni e condividere scelte». «Il protocollo - ricorda Carminati - già esiste e imporrebbe incontri periodici»

La Cisl anche a livello regionale ha sottolineato il problema delle rette delle strutture di ricovero in un incontro con l'assessorato alla Famiglia, e ha fatto proprio il documento della Conferenza dei Sindaci dove si esprime forte preoccupazione «per la budgetizzazione ulteriore delle unità di offerta socio-sanitarie».

«Dopo il convegno dello scorso anno - conclude Carminati -, la Cisl era pronta a partire per un confronto sereno e fattivo, e unitariamente alle altre sigle avevamo chiesto un incontro alle associazioni che gestiscono le strutture: stiamo ancora aspettando la loro risposta».

Su L'Eco in edicola martedì 22 febbraio uno speciale di due pagine

m.sanfilippo

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