Lunedì 28 Marzo 2011

Ostentavano gli illeciti guadagni:
dieci denunciati dalla Finanza

Le imprese riuscivano a vincere gli appalti perché utilizzavano fatture false: in questo modo si sono create crediti d'imposta, anch'essi falsi, poi utilizzati per pagare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti. Ha scoperto tutto la Gdf.

Alcuni imprenditori edili - spiega un comunicato della Finanza - prosperavano e riuscivano ad aggiudicarsi lavori ed appalti. Peccato che questo non fosse il frutto della loro abilità, ma di un sistema di frode che ha permesso di evadere le imposte, praticare quindi prezzi più vantaggiosi e vincere le gare di appalto. Il tutto a danno di altri imprenditori, messi fuori gioco dalla concorrenza sleale praticata.

Sono stati i finanzieri di Costa Volpino a scoprire questo sistema, a individuare le quattro imprese che lo hanno messo in pratica e a denunciare 10 persone, responsabili di vari reati tributari.

Il meccanismo è consistito nel far partecipare a ciascuna gara di appalto un'impresa diversa: in realtà, queste società, apparentemente diverse fra loro, avevano gli stessi dipendenti ed erano di fatto gestite dalla stessa persona.

Grazie al meccanismo il costo del lavoro è stato, per queste società, nettamente più basso di quello di imprese corrette, che essendo invece sempre più care sono finite fuori mercato.

Il rischio di essere scoperti è stato limitato attraverso la breve durata delle imprese, la loro intestazione a meri prestanome, i continui trasferimenti di sede, la distruzione di documenti contabili. Ma una cosa ha tradito gli artefici della frode: il voler ostentare la ricchezza illecitamente acquisita, una ricchezza in possesso non certo di chi figurava essere l'amministratore ma di chi questo sistema ha realmente ideato e gestito.

Oltre alla denuncia all'Autorità Giudiziaria, sono state segnalate all'Agenzia delle Entrate somme su cui non sono state pagate le imposte per oltre 25 milioni di euro e Iva non versata per oltre 5 milioni di euro. Le fatture false ammontavano a circa 8 milioni di euro e i crediti d'imposta inesistenti a 950.000 euro.

r.clemente

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