Venerdì 22 Aprile 2011

Palazzago, presunti favori
Indagati sindaco e assessore

Il sindaco di Palazzago Umberto Bosc e l'assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici Ferruccio Bonacina sono indagati in un'inchiesta su presunti favori in merito a  licenze edilizie e cambi di destinazione d'uso di terreni.

Insieme ai due amministratori leghisti (ma Bonacina ha rotto col Carroccio il 16 aprile) risulta sotto indagine un'altra quindicina di persone tra consiglieri comunali, membri di commissioni, dipendenti di uffici municipali, imprenditori e privati.

Tentata concussione, falso materiale, falso ideologico, abuso d'ufficio sono i reati ipotizzati, a vario titolo, dal pm Giancarlo Mancusi. Secondo l'accusa, potrebbero profilarsi anche fenomeni di corruzione, anche se per ora non sono emersi riscontri patrimoniali.

Sarebbero decine gli episodi di presunti illeciti confluiti nell'inchiesta, aperta nel 2008 ed entrata nel suo vivo lo scorso anno. Un fascicolo penale aperto, dunque, ben prima del contestato Pgt, additato quale motivo della diatriba politica che ha portato al divorzio tra la la Lega e Bonacina.

Il sindaco uscente, per gli inquirenti, nell'inchiesta avrebbe un ruolo piuttosto marginale, ma figura lo stesso tra gli indagati (anche se finora è sempre stato sentito senza l'assistenza del legale e quindi da persona informata sui fatti). Non è così escluso che, nel prosieguo dell'indagine, la sua posizione possa arrivare a un'archiviazione.

«Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia e non sono mai stato interrogato». Ferruccio Bonacina nega di essere in qualsiasi modo coinvolto nelle indagini. «So che i carabinieri hanno ascoltato il segretario comunale e qualche assessore nella caserma di Almenno San Salvatore, ma io non sono mai stato interrogato».

Dello stesso tenore le dichiarazioni del sindaco Umberto Bosc: «Sono vincolato al segreto istruttorio, posso solo dire che non ho ricevuto alcun avviso di garanzia ma sono stato interrogato senza la presenza dell'avvocato, come persona informata sui fatti».

Leggi di più su L'Eco in edicola venerdì 22 aprile

a.ceresoli

© riproduzione riservata