Martedì 06 Settembre 2011

Briantea chiusa a Cisano
I sindaci dell'Isola dicono «no»

Che avrebbe fatto discutere era molto prevedibile. E infatti la decisione della Giunta di Cisano di avviare le procedure per un'ordinanza di chiusura al traffico della Briantea in concomitanza con l'entrata e l'uscita dei ragazzi da scuola (gli edifici sono proprio in prossimità dell'arteria) sta creando polemiche. La Provincia si è detta pronta a fare ricorso, previo incontro anche con altri sindaci della zona. E infatti, nella zona, c'è la levata di scudi. Il primo a dirsi preoccupato è Corrado Centurelli, primo cittadino di Terno, che vede il suo paese già oggi alle prese con il traffico da e per la galleria di Villa d'Adda, la via alternativa a Cisano. È lui ad annunciare che con i colleghi di Villa d'Adda, Carvico, Sotto il Monte, Mapello e Bonate Sopra si recherà a breve in Provincia per analizzare la questione.

«Non vogliamo essere capri espiatori – dice –. Non condivido la linea assunta dal sindaco di Cisano, Pietro Vitali, con l'idea dell'ordinanza (potrebbe giungere al dunque fra ottobre e novembre, ndr) per il blocco del traffico sulla Briantea, perché vuol risolvere il proprio problema riversandolo in casa d'altri. Il Comune di Terno d'Isola sarà quello maggiormente danneggiato da questa decisione di Cisano. Il nostro abitato è tagliato nel mezzo dalla provinciale di via Roma e via Padre Cesare Albisetti. Su questa strada passano circa trentamila veicoli al giorno, e per questo stiamo spingendo in provincia perché si realizzi il congiungimento della Calusco-Terno». Terno, come Cisano, è quindi invasa dal traffico che si sposta fra Lecco e Bergamo.

«Se ora ci si mette anche Cisano – dice dal canto suo il sindaco di Terno – la nostra situazione potrà solo peggiorare. La chiusura della Briantea a fasce orarie per salvaguardare l'entrata e l'uscita da scuola degli alunni sarà fonte di altri problemi, danneggerà le imprese locali. Non era meglio realizzare dei sottopassi anziché bloccare il traffico?».

Quindi elenca le soluzioni trovate a Terno: «Sul nostro territorio abbiamo un sottopasso sulla via don Albisetti in corrispondenza con via Milano, uno sotto la rotatoria che collega il cimitero e due semafori a chiamata per raggiungere la stazione e la farmacia. Cisano ci ha chiesto di collaborare per risolvere il suo problema, ma questo non è il modo giusto. Poi una riflessione: il traffico che dovrà rimanere fermo in attesa che i ragazzi entrino o escano da scuola, se non prenderà un'altra via dove sosterà, lungo la strada? Creerà più intralcio. Sarà un boomerang per Cisano».

Anche i paesi vicini non sono rimasti indifferenti al tema, specie quelli toccati dal problema del traffico. «Al sindaco di Cisano già in agosto abbiamo inviato una lettera con il nostro parere, contrario all'ordinanza di chiusura. – dichiara l'assessore alla Viabilità di Mapello, Enrico Brignoli –. Capiamo i disagi ma non si può risolvere il problema ribaltandolo su altri Comuni. Per anni abbiamo atteso l'apertura dell'asse interurbano, e ora che la viabilità scorre senza intoppi sulla Briantea, Cisano la frena. Vorrei chiedere al sindaco Vitali dove finirà tutto il traffico che proviene dall'asse interurbano nelle fasce orarie in cui è prevista la chiusura delle strade di Cisano. Resterà bloccato sulla Briantea, con grandi disagi».

Luigi Panzeri, sindaco di Carvico, fa appello alla Provincia. «Mi sembra che il sindaco di Cisano sia già in campagna elettorale. Questo problema esiste da anni, si assuma le sue responsabilità sulle decisioni prese. Io ho suggerito di far ricorso a semafori a chiamata o piedibus per tutelare i ragazzi che vanno a scuola».

Anche il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, è perplesso sulla soluzione cisanese: «Il problema del traffico intenso, che potrebbe crearsi sulla nostra provinciale a causa della decisione di Cisano, tocca il nostro centro abitato in modo marginale, transitando sulla provinciale e quindi lontano dalle abitazioni. Però appesantire il traffico su una strada già così trafficata renderà più difficili gli spostamenti. Terno sarà il Comune che pagherà le maggiori conseguenze».

e.roncalli

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