«Largo Barozzi troppo oneroso»
L'Università boccia la proposta

Costi troppo elevati. L'Università di Bergamo stoppa così il progetto di largo Barozzi e chiede una nuova rivalutazione degli oneri. Tutto rimandato quindi al 21 ottobre quando Comune e Ateneo si reincontreranno.

«Largo Barozzi troppo oneroso»  L'Università boccia la proposta

Da qualche mese si è aperto un confronto tra Università, Comune di Bergamo e Ospedali Riuniti (per il tramite di Infrastrutture Lombarde) circa l'area destinata a servizi universitari prevista nell'accordo di programma per la costruzione del nuovo ospedale. Nella giornata di giovedì 6 ottobre si è svolto a Palazzo Frizzoni un incontro tra il sindaco Tentorio e il rettore Paleari per un aggiornamento sulla questione.
 
Un incotnro necessario considerando che dalla data dell'accordo lo scenario economico generale, e della finanza pubblica in particolare, è profondamente mutato e la disponibilità di risorse finanziarie della pubblica amministrazione si è significativamente ridotta. Anche il sistema universitario e l'Università degli Studi di Bergamo si trovano in una situazione di finanziamento decrescente da parte dello Stato già a partire dal 2009 e almeno fino al 2013.

Nell'incontro sono state quindi evidenziate le difficoltà economica e quindi la necessità, da entrambe le parti, di una parziale revisione dell'atto integrativo. Da qui è stata ripresa in analisi l'ipotesi di mantenere la superficie di 20 mila metri quadrati a destinazione universitaria, assegnando 14 mila metri quadrati all'Università per l'insediamento di propri servizi e 6 mila metri quadrati all'operatore privato per la realizzazione di una residenza studentesca convenzionata. Si è anche ipotizzato di collocare i 14 mila metri quadrati dell'Università sul fronte di Largo Barozzi, includendo il Cups, il Palazzo uffici (la cosiddetta «Casa Rossa») e l'attuale pediatria mentre non è prevista alcuna previsione di onerosità da parte del Comune proprietario circa l'acquisizione di tali edifici. È stato anche ipotizzato di prevedere una condivisione dell'onere di ristrutturazione degli edifici universitari tra Università e Comune, incrementando poi il periodo di comodato d'uso gratuito per l'Università.

La proposta del Comune prevedeva, tra l'altro, che l'onere per la ristrutturazione degli edifici rimanesse integralmente a carico dell'Ateneo, in considerazione del fatto che il Comune dovrà riconoscere all'operatore il corrispettivo previsto per l'acquisizione della Casa Rossa. «Questo elemento modifica significativamente lo scenario precedentemente discusso dagli Organi dell'Università - spiegano dall'Ateneo - e quindi dovrà essere oggetto di una nuova valutazione da parte dei medesimi».

Secondo l'Università, però, l'onere stimato che in prospettiva rimarrebbe a totale carico dell'Ateneo è molto superiore alla ipotesi precedente, un «appesantimento» finanziario sicuramente da rivalutare.
«La residenza studentesca, che rappresenta un edificio che potrebbe in prospettiva autofinanziarsi con i canoni degli studenti e con i fondi del diritto allo studio, rientrerebbe nella disponibilità dell'operatore, comportando per lo stesso un miglioramento, senza rappresentare per l'Università un reale minore onere».

«L'investimento che l'Università sarebbe chiamata a fare non comporterebbe per la stessa alcun incremento patrimoniale - commenta l'Ataneo -, rimanendo gli edifici di proprietà comunale. Tale costo, finalizzato ad acquisire un diritto di uso, si configurerebbe quindi come una sorta di “affitto anticipato”.  All'onere derivante dagli interventi di ristrutturazione si aggiungerebbe poi un ulteriore costo per l'acquisizione di parcheggi, essenziali per le esigenze interne dell'Ateneo, almeno nella misura già disponibile presso la sede di Via Dei Caniana». «Da qui è del tutto evidente - sottolinea l'Ateneo - la necessità di un ulteriore passaggio presso gli Organi dell'Università, ferma restando la disponibilità dell'Ateneo a condividere, anche prima della convocazione degli stessi, una nuova ipotesi che sia compatibile con le istanze dei soggetti interessati». Nuova ipotesi che sarà analizzata il prossimo 21 ottobre quando le due parti si incontreranno nuovamente.

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