Gli studenti protestano in centro
«Così si massacra l'istruzione»

Una manifestazione improvvisata di circa trecento studenti per le vie del centro ha causato grande traffico in città, e anche nelle principali arterie d'ingresso a Bergamo, e la mobilitazione di polizia e vigili urbani. La protesta contro i tagli alla scuola. Situazione ora normale.

Una manifestazione improvvisata di circa trecento studenti per le vie del centro ha causato grande traffico in città, e anche nelle principali arterie d'ingresso a Bergamo e la mobilitazione di polizia e vigili urbani. Gli studenti hanno protestano contro i tagli alla scuola. La situazione è progressivamente rientrata nella normalità.

I ragazzi, con lo striscone di «Movimento studentesco», hanno sfilato in corteo da piazzale Marconi, si sono fermati a Porta Nuova per un sit-in e poi sono ritornati ancora in viale Papa Giovanni XXIII per fermarsi all'istituto Vittorio Emanuele. Nel mirino le politiche del governo sulla scuola pubblica e anche i rincari del biglietto Atb. Ecco il testo del volantino distribuito in corteo.

«Il Mondo intero è travolto da una fortissima crisi economica causata da banche, speculatori e dalla casta politica da loro controllata. Davanti a questa crisi i governi di tutto il mondo, quello italiano compreso, hanno reagito con politiche di sacrifici e tagli ai servizi pubblici, tutto a scapito di coloro che la crisi non l'hanno né causata, né voluta: lavoratori e studenti».

«Allo stesso modo Confindustria usa pretestuosamente la crisi per distruggere i diritti dei lavoratori, in particolare il contratto nazionale, mentre aumentano gli stipendi milionari dei manager delle più importanti società della borsa di Milano».

«Così continua il massacro al welfare, a cominciare dall'istruzione pubblica. Tra il 2009 e il 2011 i tagli alla scuola pubblica sono stati di 8 miliardi e 13 milioni di euro, mentre tra il 2012 e il 2014 veranno tagliati circa 14 miliardi. Nonostane ciò, le scuole private continuano a beneficiare dei finanziamenti, diretti e indiretti, di cui hanno sempre beneficiato».

«Quando si vedono i partiti di maggioranza e opposizione rifiutare categoricamente l'ipotesi di tagliare le spese militari e di tassare i beni del Vaticano, risulta evidente che attualmente non c'è, tra le maggiori forze politiche, una credibile alternativa e che siamo sottoposti al governo unico delle banche e degli speculatori, che ci farà sprofondare in altre più profonde crisi».

«L'Alternativa siamo noi! In questa situazione di estrema tragicità diventa vitale per studenti e lavoratori unirsi e combattere attraverso proposte contro questo governo incapace e per rovesciare questo sistema malsano incentrato sul profitto dei soliti pochi a scapito della popolazione!».

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