Giovedì 13 Ottobre 2011

Nuovo ospedale, grana «creditori»
«Urge soluzione rapida e condivisa»

Agli inizi di ottobre la voce era diventata realtà: la Busi spa, azienda di Bologna leader nel settore dell'impiantistica, presente a Bergamo nell'Associazione temporanea d'impresa (Ati) per la costruzione del nuovo ospedale, ha chiesto il concordato preventivo.

Nel contempo la Astaldi spa ha annunciato «l'affitto del ramo d'azienda relativo esclusivamente alle divisioni italiane di impiantistica e manutenzione della Busi impianti». Ma - anche se non ci sono conferme, pare che non vi sia incluso il nuovo ospedale di Bergamo.

La Busi spa «rappresenta il 27% dell'Ati che si è assicurata l'appalto», ha dichiarato Andrea Burchi, amministratore delegato della Termigas, consociata della Busi e unica azienda bergamasca nell'Ati.

«In questi ultimi giorni arrivano decreti ingiuntivi come se piovesse, i creditori si fanno sentire. E la reale situazione non è chiara a nessuno, purtroppo - continua Burchi -. Si va avanti, certo, ma non si può continuare a lungo così. Noi ci siamo e continuiamo a offrire capacità e professionalità, ma la cosa non può durare in eterno. In cantiere siamo nella fase dei collaudi: occorre personale, testare gli impianti».

La Termigas, come consociata della Busi per l'impiantistica, dice di vantare per le sue competenze crediti per almeno un milione di euro, «ma poi ci sono i fornitori - continua l'amministratore delegato Burchi -. Di quanto si parla? Non è difficile immaginare che le richieste complessive dei fornitori possano aggirarsi sui 6/7 milioni di euro».

E poi c'è la Dec, capofila dell'Ati. «La Dec, che è mandataria, ha dichiarato che subentrerà alla Busi per le competenze impiantistiche. Ma ora servono i fatti». «Peraltro, la stessa Dec è creditrice, per spese di cantiere, per almeno un milione di euro, forse due – continua Burchi –. E poi ci sono le riserve che la stessa Dec ha avanzato nei confronti dell'azienda ospedaliera nel contenzioso».

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m.sanfilippo

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