Giovedì 01 Dicembre 2011

Yara, la pista del Dna
passata per i figli illegittimi

«La familiarità del dna non è la familiarità dell'anagrafe: difficile andare a cercarla con i cognomi, perché possono esserci figli illegittimi che non si chiamano con il cognome di quello di cui è stato individuato il ceppo familiare».

Lo ha dichiarato mercoledì sera 30 novembre l'avvocato della famiglia di Yara Gambirasio, Enrico Pelillo, intervistato dalla trasmissione di Rai 3 «Chi l'ha visto?». La frase del legale ha messo in evidenza un aspetto importante, cioè che il confronto dei profili genetici per risalire all'assassino della tredicenne di Brembate Sopra deve tener conto anche delle parentele nascoste o inconsapevoli di coloro che hanno un dna somigliante a quello repertato sugli indumenti di Yara.

Anche gli investigatori, battendo nelle scorse settimane la cosiddetta «pista del ceppo familiare», avevano preso seriamente in considerazione la possibilità che per arrivare all'assassino si dovesse passare per il dna qualche figlio illegittimo, ma le analisi di laboratorio e le indagini tradizionali non hanno dato i risultati sperati.

Recentemente nei laboratori della polizia scientifica era stata riscontrata una somiglianza tra il misterioso dna trovato sugli indumenti di Yara e quello di un giovane frequentatore della discoteca Sabbie Mobili. Dopo aver escluso che fosse lui l'autore del delitto, gli inquirenti hanno ipotizzato che potesse esserci un legame di parentela tra il ragazzo e l'assassino, così hanno scandagliato i profili genetici di tutti i suoi parenti. Risultato: nessuna corrispondenza.

Si era però scoperto che, tra i parenti del ragazzo, ce n'era uno il cui profilo genetico era «più somigliante» di altri a quello repertato sui vestiti di Yara: nemmeno lui, però, è risultato coinvolto nella vicenda. A quel punto, posto che le comparazioni vengono fatte sul cromosoma «Y» trasmesso di padre in figlio, gli investigatori hanno cercato i figli di questa persona, ma quest'uomo non avrebbe nessun figlio, né legittimo, né illegittimo.

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m.sanfilippo

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