Mercoledì 21 Dicembre 2011

Locatelli, 5 ore col pm a Milano
L'avvocato: «Vuole collaboare»

L'imprenditore Pierluca Locatelli è stato interrogato per oltre 5 ore martedì dal pubblico ministero di Milano Paolo Filippini, titolare dell'inchiesta con al centro la presunta corruzione dell'ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani.

Nicoli era stato arrestato il 30 novembre su disposizione dei magistrati bresciani che indagano su un presunto traffico illecito di rifiuti. A richiedere l'interrogatorio davanti agli inquirenti milanesi è stato lo stesso Locatelli, difeso dall'avvocato e professore Ennio Amodio.

Da parte dell'imprenditore ci sarebbe la volontà di collaborare alle indagini. «Non sono emerse cose nuove, rispetto a quanto detto in precedenza»: lo ha spiegato l'avvocato di Locatelli al termine dell'interrogatorio. Il verbale, però, è stato secretato.

L'inchiesta sulla corruzione è stata trasferita qualche giorno fa a Milano per competenza: la mazzetta sarebbe stata versata al politico, tramite Rotondaro, in un ristorante di Milano. Sul traffico illecito di rifiuti l'indagine resta alla Procura di Brescia.

Locatelli nelle scose settimane, di fronte al gip di Brescia, aveva ammesso di aver pagato una mazzetta da 100 mila euro al politico per accelerare l'autorizzazione per una discarica di amianto nel Cremonese. E aveva raccontato anche di aver promesso a Nicoli Cristiani altri 100 mila euro.

Davanti al pm è cominciato l'interrogatorio della moglie di Locatelli, Orietta Rocca, anche lei indagata (ai domiciliari) nel filone sulla corruzione, assieme al responsabile degli staff dell'Arpa della Lombardia, Giuseppe Rotondaro.

I legali hanno chiesto al gip Elisabetta Meyer che Orietta Rocca torni in libertà: il giudice deciderà nei prossimi giorni. Per Locatelli invece chiederanno a breve un'attenuazione della misura.

r.clemente

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