Domenica 29 Gennaio 2012

È morto Oscar Luigi Scalfaro
Il Presidente a Bergamo nel 1998

Lutto nel mondo della politica italiana. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 gennaio è morto all'età di 93 anni l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Ex magistrato, era stato capo dello Stato dal 1992 al 1999.

Scalfaro era nato a Novara il 9 settembre 1918. Nono Presidente della Repubblica, era stato deputato dal 1946 al 1992. Ha ricoperto più volte la carica di ministro e di sottosegretario ma anche quelle di presidente della Camera, e di presidente del Senato, anche se a titolo provvisorio, all'inizio della XV Legislatura. Scalfaro ha passato praticamente tutta la vita in politica. Lasciata la toga di magistrato, indossata per la prima volta nel 1943, nel '46 fu eletto all'Assemblea Costituente. Da lì ebbe inizio un cursus honorum (nel quale fu più volte sottosegretario e ministro) culminato con il raggiungimento nel 1992, subito dopo la strage di Capaci, in cui a Palermo vennero uccisi i giudici Falcone e Morvillo e gli agenti della scorta, della Presidenza della Repubblica. All'Assemblea Costituente Scalfaro venne eletto nelle liste Dc, partito nel quale militò sempre.    Dall'83 all'87 fu ministro dell'Interno nei due governi Craxi. Venne eletto presidente della Camera nell'aprile 1992 e un mese dopo fu eletto presidente della Repubblica, succedendo a Francesco Cossiga, con i voti espressi da Dc, Psdi, Psi, Pri, Pds, Verdi, Radicali e Rete. Lasciato il Quirinale nel 1999, è stato nominato senatore di diritto a vita.

Era stato a Bergamo in diverse occasioni, in visita ufficiale da presidente della Repubblica nel 1998. La sua presenza nella nostra città è stata molto frequente. La prima volta sabato 14 maggio 1994, in forma privata e per il giuramento dei cadetti. Nel 1986, come ministro degli Interni, venne a parlare ai giovani a Boccaleone e visitò i monasteri di San Benedetto e di Matris Domini. Nell'1989 compì invece una visita lampo a Treviglio e nel '90 tornò a Bergamo per festeggiare i 90 anni dell'amico commendatore Luigi Ciocca.

Nel maggio del '94 con lui c'era Giulio Tremonti alla prima uscita pubblica come ministro delle Finanze nel primo governo Berlusconi. Il sindaco era Giampietro Galizzi, il prefetto Domenico di Gioia, il vescovo Roberto Amadei. In piazza Vittorio Veneto Scalfaro parlò poco e chiaro: auguri ai cadetti e al ministro Tremonti che avrebbe dovuto «far pagare le tasse a tutti, perché la giustizia fiscale è il presupposto della democrazia».

Oscar Luigi Scalfaro tornò poi in città sabato 21 novembre 1998, questa volta in visita ufficiale. Arrivò alle 9,10 a Orio e in auto raggiunse via Pignolo, dove, nella chiesa di San Bernardino, ascoltò la Messa, ammirando le pale del Lotto. Alle 10 era in prefettura con l'allora prefetto Annamaria Cancellieri, poi a Palazzo della Ragione, dove il sindaco Guido Vicentini lo attendeva con tutti i sindaci della Bergamasca, il presidente della Provincia Giovanni Cappelluzzo, il presidente della Regione Roberto Formigoni. E anche i bambini del Consiglio comunale dei ragazzi di Comun Nuovo. Nel suo discorso ufficiale Scalfaro affrontò ancora una volta il tema delle riforme, parlò di solidarietà nazionale, indicò nel «dialogo istituzionale l'unico modo di sbloccare la situazione del Paese». Una visita poi alla città, Scalfaro volle andare in Santa Maria Maggiore e partecipò al Centro congressi alla cerimonia per il 30° anniversario dell'Università. Chiuse la giornata con 150 volontari raccolti nell'atrio del Seminario.

Oscar Luigi Scalfaro fu il quarto presidente della Repubblica che arriva a Bergamo (dopo di lui vennero anche Campi e Napolitano lo scorso anno). Prima di Scalfaro venne Francesco Cossiga (il 29 aprile 1989, per il giuramento degli allievi dell'Accademia della Guardia di Finanza). Antonio Segni fu in città il 23 settembre 1962 e il 4 maggio 1960 era stato a Bergamo Giovanni Gronchi.

L'ultima volta a Bergamo di Scalfaro, come ex presidente, fu nel 2004: partecipò a un incontro organizzato dal Comitato antifascista guidato dal compianto Eugenio Bruni.

fa.tinaglia

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