Domenica 18 Marzo 2012

«I sequestratori con il kalashnikov
ma io sono scappato dall'auto»

Gruppi armati che tentano il sequestro, la fuga dall'auto in corsa, un rocambolesco inseguimento. Sembra un film, invece è il racconto dei momenti da incubo vissuti ad Asaba, nel delta del Niger, da Renzo Galvagni, l'ingegnere di 66 anni, bergamasco d'adozione, che giovedì 8 marzo è sfuggito a un tentativo di rapimento.

Una disavventura per fortuna a lieto fine, tanto che il professionista è già tornato al suo lavoro, in quella Nigeria dove da otto anni si occupa di montaggi elettrostrumentali e di messa in servizio impianti per conto di una compagnia del settore del gas e del petrolio.

L'accaduto gli ha lasciato in eredità una certa irritazione, qualche escoriazione e una scorta di due «mopol», agenti della Mobile Police del Paese. Per il resto la vita di Galvagni è tornata a scorrere come prima, e per ora non intende lasciare la Nigeria.

Certo, il ricordo dello spavento vissuto resta nitido. Gli assalti all'uomo, residente a Colognola, sono stati due: prima, nella zona dell'ufficio, «un gruppo di persone (erano in quattro) mi ha rubato due pc portatili e ha provato a caricarmi in macchina, senza riuscirci: avevano pistole artigianali, hanno sparato ma non c'erano i pallini», ricorda Galvagni.

Sfuggito al blitz, l'italiano è andato alla polizia a raccontare l'accaduto, per poi spostarsi alla «guest house» dove alloggiava. Ma il peggio doveva ancora venire: «Quando sono uscito, un'altra macchina ha cercato di tagliarmi la strada. Io ci sono andato addosso e non sono riuscito a infilare la retromarcia, così due persone armate di kalashnikov mi hanno sfasciato i vetri dello Hilux (un veicolo Toyota, ndr) e mi hanno tirato fuori. Uno s'è messo alla guida del mio stesso mezzo, e l'altro è salito dietro con me».

Un terzo malvivente è tornato al volante dell'auto della banda, danneggiata dall'urto. Così, l'ingegnere si è trovato sul sedile posteriore con un solo guardiano, e, grazie alla prontezza di riflessi, è riuscito a fuggire: «Ho sbloccato la serratura, e alla curva di immissione sulla strada principale, sono riuscito a saltare giù».

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m.sanfilippo

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