Venerdì 18 Maggio 2012

Pagamento Imu, è caos
Scoppia il caso degli anziani

«È meglio che i pensionati con la residenza in casa di riposo e proprietari di una abitazione nella loro disponibilità, non affittata, non paghino l'acconto dell'Imu nel caso in cui il Comune di riferimento non abbia espressamente deliberato che tale abitazione sia da considerare prima casa. Avranno tempo per regolarizzare la posizione col saldo, a dicembre».

È una posizione chiara - almeno una, nella nebbia che circonda le normative sull'Imu - suggerita dal Caf (Centro assistenza fiscale) della Cisl di Bergamo «che - come spiega il direttore Fabio Nava - ha l'obiettivo di salvaguardare le fasce più deboli. Infatti, soprattutto se si considera che l'abitazione di molti anziani potrebbe ricadere in una fascia di rendita, intorno ai 300 euro, per la quale il calcolo dell'Imu con l'aliquota standard della prima casa porterebbe a non dovere nulla di imposta, pagare adesso l'acconto con l'aliquota delle seconde case finirebbe per determinare un credito, da dover chiedere in seguito, con tutte le complicazioni del caso. Meglio stare fermi e aspettare dicembre».

La normativa prevede che siano i Comuni a dover deliberare non solo le aliquote da applicare su prime e seconde case (i «paletti» dello Stato, quelli su cui si paga l'acconto di giugno, sono il 4x1.000 per la prima casa e il 7,6x1.000 per le altre abitazioni), ma anche devono decidere su alcune eccezioni proprio a proposito della prima casa. Una di queste riguarda appunto gli anziani che hanno la residenza in casa di riposo e tuttavia possiedono un'abitazione non locata.

Il Comune - e finora nella Bergamasca sono solo 29 le Amministrazioni che hanno deliberato in questo senso - può decidere di considerare tale abitazione come prima casa ai fini Imu.

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m.sanfilippo

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