Città Alta: i kamikaze delle multe
C'è chi sfida incurante il divieto

Il numero inizia a calare, ma pare che l'abitudine sia dura a morire. Gli automobilisti, incuranti delle telecamere, continuano a varcare la Zona a traffico limitato di Città Alta, a ritmo di 300 infrazioni al giorno. Non mancano i «kamikaze».

Città Alta: i kamikaze delle multe C'è chi sfida incurante il divieto

Il numero inizia a calare, ma pare che l'abitudine sia dura a morire. Gli automobilisti, incuranti delle telecamere, continuano a varcare la Zona a traffico limitato di Città Alta, a ritmo di 300 infrazioni al giorno. Un po' meno delle 400-500 stimate non appena entrata in vigore la videosorveglianza dei varchi (con picchi di 600 nel weekend), ma pur sempre un dato elevato.

«Non sapevo», è ancora la scusa più gettonata anche se non mancano i kamikaze: gente che sfida apertamente il divieto, disposta ad alleggerire il portafoglio pur di arrivare col motore acceso nel centro storico. Lo conferma il vicesindaco con delega alla Mobilità Gianfranco Ceci, che - dopo la Giunta - ha fatto ancora una volta il punto della situazione con sindaco, assessore alla Sicurezza e polizia locale.

«Il dado ormai è tratto - commenta - e la linea è questa: se non ci sono valide giustificazioni l'ufficio è obbligato a procedere con le multe». E così la polizia locale ha già provveduto a inviare poco più di un migliaio di sanzioni. «Ogni dieci giorni circa - spiega il comandante Paolo Cianciotta - ne invieremo gruppi di 3 mila-4 mila per volta. A oggi ne dobbiamo inviare ancora attorno a queste quantità».

Tutti dovranno pagare i 76 euro previsti per questo tipo di infrazione. Con un monte-incassi che per il Comune continua a lievitare: dal 23 aprile (quando sono stati accesi gli «occhi elettronici») la Ztl ha fruttato ben oltre 600 mila euro. Su base annua vorrebbe dire oltre 11 milioni di euro.

Per ora le contestazioni (almeno quelle ufficiali) si contano sulla dita di una mano. «Sono state davvero poche - dice infatti Cianciotta - e la giustificazione principale è che non si sapeva dell'istituzione della Ztl con l'installazione delle telecamere».

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