Sabato 09 Giugno 2012

Si getta dal balcone in Val Seriana
15enne ancora gravissimo

Resta ancora ricoverato in prognosi riservata il ragazzino che si è gettato dal balcone in un paese in Valle Seriana. Martedì era stato arrestato con l'accusa di coltivazione di marijuana. Venerdì, dopo la decisione del giudice del Tribunale dei minori di affidarlo per quattro mesi a una comunità, in preda allo sconforto si è gettato dal balcone di casa sua, al terzo piano di un condominio, e si è schiantato a terra dopo un volo di una decina di metri.

Protagonista del drammatico gesto un ragazzo di soli 15 anni, che ora è ricoverato in condizioni gravissime agli Ospedali Riuniti di Bergamo. La prognosi è riservata. La triste vicenda risale a venerdì all'ora di pranzo, in un paese della Valle Seriana (che omettiamo a tutela del minore coinvolto nell'evento). Stando a una prima ricostruzione dei fatti, sembra che il quindicenne fosse in casa con i genitori quando, all'improvviso, è uscito sul balcone e si è lanciato nel vuoto. Una siepe di lauro sottostante ne ha attutito la caduta, tant'è che il ragazzo, stando alle prime informazioni, non avrebbe riportato traumi particolarmente gravi al corpo. La criticità delle sue condizioni è dovuta invece a un trauma molto violento alla testa: vicino alla siepe, infatti, c'era una ringhiera e il ragazzo vi ha battuto il capo. L'inquilino del piano terra ha sentito un rumore sordo e, affacciatosi alla porta del retro, si è trovato davanti il corpo del ragazzo steso a terra e privo di conoscenza.

Il giovane, privo di conoscenza, è stato trasportato d'urgenza in codice rosso con l'elisoccorso agli Ospedali Riuniti, dove tuttora si trova ricoverato in condizioni molto gravi. Sul posto, per ricostruire i fatti, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Clusone. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, sembra che alla base del gesto del quindicenne ci fossero le vicende personali vissute negli ultimi giorni. Martedì il ragazzo, studente, era stato arrestato proprio dai carabinieri. I militari avevano infatti scoperto in un boschetto una piantagione composta da 78 piantine di marijuana. Si erano appostati per scoprire chi fosse a occuparsene, e avevano colto sul fatto il quindicenne, che era stato arrestato e affidato ai genitori, in attesa della convalida del provvedimento da parte dell'autorità giudiziaria. Poi la decisione del giudice del Tribunale per i minorenni: quattro mesi alla comunità Don Milani di Sorisole. Sconosciuto alla giustizia, in ragione anche della sua giovanissima età, nel giro di poco tempo il ragazzo avrebbe potuto lasciarsi alle spalle l'intera vicenda e avere un'altra possibilità. Ma non ha potuto sopportare l'idea di andare in comunità, non ne voleva sapere: per questo avrebbe deciso di buttarsi dal terzo piano. Ora familiari e gli amici, accorsi al suo capezzale, sperano che si possa riprendere, nonostante la gravissima ferita alla testa.

fa.tinaglia

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