Domenica 29 Luglio 2012

«Sarai sempre nel nostro cuore»
Romano dà l'addio a Marco

Una folla commossa, composta per lo più da giovani, ha partecipato sabato pomeriggio a Romano ai funerali di Marco Alecci, lo studente diciannovenne trovato senza vita lunedì scorso in Puglia, a due giorni dalla sua sparizione. Una vicenda ancora avvolta nel mistero e segnata da un tragico epilogo.

Marco Alecci infatti era sparito dal treno Frecciabianca sul quale viaggiava con gli amici per tornare a casa: per motivi ancora poco chiari, il ragazzo aveva fatto perdere le sue tracce, dopo alcuni inconvenienti tecnici al convoglio, ed è stato ritrovato morto lungo la massicciata della linea ferroviaria che collega Foggia con Termoli.

Alle 16,45, sabato, il corteo si è mosso dalla casa di via Dante Alighieri, dove il giovane abitava con i genitori Salvatore e Pinuccia e la sorella Chiara. Dal sagrato il feretro di Marco è stato portato sulle spalle da quattro amici, e sistemato ai piedi dell'altare: sopra era posata la maglia della Juventus con le scritte «Marco» e «93», il suo anno di nascita. Tra i giovani in chiesa anche alcuni degli amici che avevano trascorso con il diciannovenne la vacanza a Vieste.

Nell'omelia il parroco, monsignor Angelo Longaretti, ha ricordato Marco e il suo mondo fatto di gioia e affetti: «Nei pochi anni che ha vissuto con noi è diventato importante per la famiglia e per gli amici, esprimendo grande sensibilità, generosità, attenzione, altruismo e solidarietà, insomma quanto di positivo una persona ha in sé. Marco era una giovane soprattutto buono, e questo lo sanno quanti hanno avuto l'opportunità e la fortuna di conoscerlo».

Toccante anche il momento in cui sull'altare è salito Marcello Alecci, lo zio del diciannovenne, che ha soprattutto ringraziato quanto sono stati vicini in questi giorni alla famiglia di Marco.

Sull'altare è poi salita Lucia Polidori, l'amica di sempre, che faceva parte del gruppo andato con lo studente in vacanza sul Gargano. Con la voce rotta dalla commozione ha letto un pensiero rivolto all'amico: «Non ricordo un momento della mia vita in cui tu non ci fossi, e penso con tenerezza a quando all'asilo dicevi di essere mio fratello. A soli tre anni abbiamo iniziato questo cammino insieme, tra litigi e pizzicotti siamo stati i migliori amici per tutta la vita e ora non riesco a immaginarmi un futuro senza di te. L'unico modo che ho per andare avanti è portarti per sempre nel mio cuore, sperando che da lassù, oltre a proteggere i tuoi genitori e tua sorella, ti volterai ogni tanto a guardare la tua migliore amica».

Una cerimonia partecipata e commovente. Sul sagrato, prima che il feretro venisse accompagnato al camposanto, tra gli amici e i tanti giovani correvano ancora tanti interrogativi sulla fine di Marco. Una morte che presenta ancora numerosi punti oscuri sui quali gli inquirenti dovranno fare luce, avvalendosi degli elementi a disposizione, tra questi la scatola nera del treno Frecciabianca, la cui lettura potrebbe chiarire qualche aspetto in più della disgrazia.

fa.tinaglia

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