Lunedì 22 Ottobre 2012

«Zambelli deve essere scarcerato»
I difensori: non fa parte della cerchia

L'imprenditore ed ex funzionario della Cisl di Bergamo, Dario Zambelli, arrestato lo scorso 8 ottobre nell'ambito dell'inchiesta milanese con al centro i presunti appalti truccati sulle «case vacanza» e finanziamenti sospetti, non fa parte di alcuna «cerchia» e deve essere scarcerato, perchè non sussistono a suo carico nè il pericolo di inquinamento probatorio, nè quello di reiterazione del reato.

Lo spiegano i suoi legali, gli avvocati Giuseppe Bana e Roberto Bruni, in una memoria depositata al Tribunale del Riesame di Milano per chiedere la scarcerazione dell'indagato, finito in carcere assieme al segretario generale dell'Istituto dei Ciechi di Milano, Antonio Picheca, e all'ex funzionario comunale milanese, Patrizio Mercadante.

Secondo i pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, l'inchiesta (che ha portato agli arresti domiciliari anche Giulia Pezzoli) avrebbe invece accertato l'esistenza di una «cerchia», di cui farebbero parte anche l'ex assessore milanese Mariolina Moioli e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi (entrambi non indagati). Cerchia che, secondo gli inquirenti, «appare intrisa» da «una logica di scambi e di favori» usati per ottenere «vantaggi». I difensori di Zambelli, davanti al Riesame (che deciderà sulla richiesta di scarcerazione o in subordine di domiciliari nei prossimi giorni), hanno chiarito che l'imprenditore, che si è dimesso da tutte le cariche societarie, ha tra l'altro «ammesso l'addebito» relativo all'imputazione sull'ultima gara d'appalto che sarebbe stata «truccata». Dato che, però, Zambelli non ha più ruoli nelle società e nemmeno in Cisl non sussistono, a detta della difesa, nè il pericolo di reiterazione nè di inquinamento probatorio. (ANSA).

fa.tinaglia

© riproduzione riservata