Lunedì 10 Dicembre 2012

Alla Palazzolo 14 nuovi ambulatori
Sistemi informatici e radiologia digitale

«È un momento difficile e i tagli previsti dal ministero per il comparto sanitario ci preoccupano, tuttavia la Casa di cura Beato Palazzolo ha deciso di guardare avanti con decisione e serenità. Sono partite recentemente la nuova oculistica e la nuova radiologia, completamente digitalizzata. Nel 2013 finiranno i lavori di ristrutturazione e verranno realizzate la cartella clinica informatica e la revisione di tutto il sistema di prenotazione. A febbraio saranno pronti 14 nuovi ambulatori in un'ala dedicata e a luglio anche la nuova area di accoglienza e di accettazione amministrativa».

148 letti e 3.500 ricoveri
Edoardo Manzoni, direttore generale della Palazzolo, «lancia» così la casa di cura bergamasca nel prossimo anno, pur non nascondendo le preoccupazioni, legate soprattutto al decreto allo studio del ministero della Sanità, per il quale agli ospedali privati con meno di 80 posti letto per «acuti» verrebbero tolti accreditamento e rimborsi della Regione. L'ipotesi metterebbe a rischio la Palazzolo, poiché la casa di cura, che nel complesso ha 148 posti letto, agli «acuti» ne dedica solo 72, riservando gli altri per la cronicità che – spiega Manzoni – «sarà il nuovo tema sanitario dei prossimi decenni. In Europa e soprattutto, per motivi demografici, in Italia. Un tema trasversale ai servizi ospedalieri e in linea con le esigenze dei territori e i bisogni reali della comunità. Le prime cinque cause di morte nel nostro Paese – sottolinea Manzoni – si riferiscono a malattie di tipo cronico-degenerativo. La casa di cura Beato Palazzolo ha cercato negli ultimi anni di trasformarsi proprio in direzione del mutamento dei bisogni della popolazione, come raccomandava il fondatore dell'istituto, il beato Luigi Maria Palazzolo».

Oggi la clinica ha 148 letti. Ai 72 classificati come acuti (medicina, chirurgia, ortopedia, oculistica, urologia, con alcuni servizi di eccellenza) affianca quelli dedicati a servizi di riabilitazione, di cura dei disturbi del comportamento alimentare, e un hospice. Alcuni di questi servizi sono unici nel sistema bergamasco e sono importanti per la risposta alle necessità della città e della provincia. La Palazzolo effettua circa 3.500 ricoveri l'anno ed eroga 270.000 prestazioni ambulatoriali, impegnando 300 operatori.

«I progetti ministeriali di riduzione dei posti letto – insiste Manzoni – prevedono tagli lineari ed è un errore. Per poter valutare, in periodo di spending review, quali ospedali sono importanti per il sistema, non si può prendere in esame solo i posti letto, ma il loro utilizzo, la qualità del servizio e la sua rispondenza alle necessità del territorio. L'impressione è che il decreto sia calibrato sulla realtà nazionale, ma bisognerebbe guardare più da vicino i territori. Va dato atto alla Regione Lombardia di aver molto lavorato in questi anni. Ha costruito un sistema di integrazione pubblico-privato sinergico, efficace e, in larga parte, efficiente. La nostra casa di cura continuerà ad esserci e sono già pronte soluzioni operative efficaci nel caso il governo deciderà di continuare nel suo cammino»

«Un segno di prossimità»
La casa di cura Palazzolo è una struttura ecclesiale e, insieme alla ricerca della migliore competenza tecnica medica ed assistenziale, ha come obiettivo quello di essere anche un segno di prossimità, un luogo di accoglienza per le persone che soffrono. «Per noi – dice ancora il direttore generale – la cura clinica non può essere disgiunta dalla relazione di prossimità, perché la cura sia piena e sia un piccolo segno, per ricordare il beato Palazzolo, della cura dell'"Amabile Infinito" per l'uomo». Un segno di vicinanza e attenzione ai bisogni è anche nel progetto di attività ambulatoriale a prezzi molto contenuti, per venire incontro alle famiglie in tempi di crisi.

«Per la maggior parte delle prestazioni ambulatoriali – conclude Manzoni – un cittadino può soddisfare le esigenze in breve periodo sborsando solo la stessa quota che pagherebbe di ticket. Cerchiamo di facilitare l'approccio al sistema sanitario. Anche i nuovi ambienti e i nuovi servizi, in partenza nel 2013, vanno in questa direzione».

Alberto Campoleoni

e.roncalli

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