Venerdì 25 Gennaio 2013

Longuelo: «Pensavo al terremoto»
Tanta paura dopo l'esplosione

«All'inizio ho pensato al terremoto. Mi sono trovato la testa schiacciata sotto la spalliera del letto, a sua volta schiacciata dalla parete crollata. Non riesco a capire come possa essere ancora qui a raccontarlo».

È vivo davvero per miracolo Hrant Harutyunyan, armeno di 27 anni, in Italia da 6, due dei quali come residente della palazzina di via Longuelo 113 semidistrutta dall'esplosione di giovedì mattina.

Dipendente di una ditta di giocattoli di Grassobbio, alle 6 si sarebbe alzato per andare al lavoro. «Ancora una ventina di minuti e sarebbe suonata la sveglia – racconta con al collo il collarino che gli hanno dato i medici per la botta alla testa (nulla di grave, poco più di un colpo di frusta) –, invece mi sono trovato travolto dalle macerie nel mio letto matrimoniale, appoggiato alla parete che confina con l'appartamento della coppia. Sono riuscito a uscire dal letto sul lato sinistro: ho raggiunto la casa dei miei vicini, dove la porta era spalancata. A quel punto mi sono reso conto che si poteva trattare di un'esplosione»

«Non so cosa farò, sono disperata. Tra l'altro dovrò licenziare le mie due dipendenti, una delle quali assunta da pochi mesi e che si deve sposare. Non ci voleva proprio». Non trattiene le lacrime Cinzia Risolia, di Bergamo, titolare del negozio di parrucchiera «Hair zero» situato al pianterreno dello stabile teatro dello scoppio.

Anche il suo negozio, come il vicino «Compro oro», è inaccessibile e inagibile. I vigili del fuoco le hanno consentito di entrare per pochi minuti, ieri mattina, caschetto in testa e con a fianco un pompiere, solo per recuperare alcuni effetti personali.

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r.clemente

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