Venerdì 15 Marzo 2013

Dopo 10 anni si abbassa
il canone d'affitto concordato

Dopo dieci anni, si abbassano gli affitti del canone concordato. L'accordo, raggiunto nei giorni scorsi dalla proprietà edilizia e dai sindacati degli inquilini, è valido da oggi a Bergamo e in 22 comuni dell'hinterland e della media pianura.

Il canone concordato è una via di mezzo tra l'affitto di mercato libero (il classico 4+4) e l'edilizia residenziale pubblica (il canone sociale). È una formula ancora residuale nel mercato degli affitti della Bergamasca, nonostante le sue potenzialità intrinseche (vantaggi reciproci per il locatore e il conduttore) e i ripetuti sforzi per rilanciarlo con incentivi e fondi di garanzia, soprattutto da parte dell'amministrazione comunale di Bergamo.

Dal 2003, data dell'ultimo accordo tra le parti, il canone concordato era fermo. Dieci anni durante i quali nel panorama immobiliare italiano e internazionale è successo di tutto. Con effetti svalutativi che ormai sono sotto gli occhi di tutti: le case si vendono sempre meno, sempre più famiglie faticano a pagare l'affitto a fine mese e i canoni del mercato libero si sono progressivamente abbassati.

E così, anno dopo anno, la differenza tra canone concordato e canone libero si è progressivamente erosa. Con il risultato di tagliar fuori dal regime calmierato (che ormai risultava sempre meno calmierato) migliaia di famiglie che altrimenti - questa almeno è la speranza di proprietari e sindacati - potrebbero permettersi una casa in affitto.

Ecco perché l'accordo raggiunto è importante: perché a fronte di una domanda crescente di edilizia sociale e di un'offerta assolutamente insufficiente di case pubbliche, la leva del privato, finora pressoché inesistente, è indispensabile.

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m.sanfilippo

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