Martedì 30 Aprile 2013

Katia Riva uccisa in Sardegna
Processo d'appello per il marito

Quella sentenza di primo grado con condanna a 28 anni di carcere e maxi risarcimento alla sorella gemella della vittima, ai due figlioletti e alla madre della stessa vittima, è stata giudicata troppo pesante dall'avvocato, Crisitina Puddu. A tal punto che ha fatto ricorso in appello. Così il pescatore di Cabras (Oristano), Renzo Brundu, che in un impeto d'ira uccise a coltellate la moglie Katia Riva, originaria di Osio Sotto, la mattina del 10 luglio del 2011, sarà giudicato il prossimo 24 maggio in Corte d'Assise d'Appello a Oristano.

Per l'avvocato difensore dell'omicida, tutt'ora in carcere, la sentenza emessa il 18 luglio dell'anno scorso, risulta del tutto «sproporzionata e punisce troppo severamente l'uomo». Una sentenza che aveva condannato Brundu, oltre a 28 anni di carcere oltre alla sospensione della potestà genitoriale, anche il risarcimento dei danni: 40 mila auro a Simona Riva, la sorella gemella della vittima, 150 mila alla madre, Romana Bugini, e 400 mila a ciascuno dei due figlioletti. Troppo, secondo il difensore, per un uomo che era esasperato dal comportamento nervoso di sua moglie e che tutto sommato era abbastanza mite.

L'avvocato Puddu nel processo di primo grado aveva infatti puntato «sulle continue provocazioni esercitate da Katia Riva, mentre Brundu tendeva a lasciar cadere, a non dar peso alle continue liti, alle reazioni sproporzionate». E proprio sulla provocazione la difesa farà leva nell'udienza del 24 maggio prossimo, argomentando il suo ricorso in appello. «Katia non ammetteva che la si contraddicesse, altrimenti andava su tutte le furie – aveva detto l'avvocato Puddu – Renzo invece era pacato e moderato, faceva il porssibile perché questo non accadesse». Il rapporto tra la coppia non era dei migliori, tant'è che quella mattina del 10 luglio di due anni fa, alla richiesta di Brundu di andare al mare, la donna rispose con un secco no. Da qui la reazione dell'uomo che impugnò un grosso coltello da cucina e infierì sulla moglie con diversi fendenti, prima di costituirsi alla locale caserma dei carabinieri.

e.roncalli

© riproduzione riservata