Mercoledì 15 Maggio 2013

Province, il governo le abolirà
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«Il Governo ha detto esplicitamente che intende abolire le Province ma rimane aperto il problema di come organizzare gli enti di «"area vasta"». Lo ha detto il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio in Senato. «Confido che con un confronto sereno con Regioni, Comuni, Province e anche Camera e Senato si possa in tempi rapidi trovare una nuova organizzazione del livello provinciale che consenta di mettere al centro Comuni e Regioni come pilastri amministrativi e legislativi vicini ai cittadini».

Per Delrio «questo comportera' anche un considerevole risparmio di costi non tanto per l'abolizione ma per le sinergie tra livelli di Governo». «L'idea di fondo» del Governo in materia di rapporti tra Stato ed Enti locali e' quella di «una nuova alleanza, un nuovo patto per la Repubblica» che si basi sull'articolo 114 della Costituzione che «rappresenta l'uguale dignita' costituzionale dei diversi livelli di Governo».

Lo afferma il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, ascoltato in commissione Affari costituzionali del Senato. «Vogliamo che sia chiaro che, per poter riorganizzare in maniera efficace ed efficiente serve una forte alleanza» e anche un «lavoro condiviso con il Parlamento». Delrio ha ricordato che «il federalismo italiano e' in gran parte incompiuto. Crediamo - ha sottolineato - in un federalismo che sia cooperativo e non competitivo» e per realizzarlo, ha aggiunto, «bisogna soprattutto completare ed attuare quanto gia' stabilito, che e' un ottimo punto di partenza».

Ma il riordino, come quello sulle Province, «non significa - ha detto - tagli indifferenziati ma rafforzare Comuni e Regioni per rafforzare la loro responsabilita'». Il Ministro ha riferito che alcuni temi entreranno nelle riforme istituzionali come appunto l'abolizione delle Province. Al suo Dicastero spettera' «la legislazione e la riorganizzazione amministrativa sui livelli intermedi». Il Ministro ha, inoltre, riferito che «il Governo si impegna per la revisione del titolo V». Ad esempio verificando in materia preventiva le leggi regionali «in modo da ridurre drasticamente il contenzioso che intasa inutilmente le aule giudiziarie».

Tra gli altri annunci fatti dal Ministro, e' «urgente la convocazione della Conferenza per il coordinamento della finanza pubblica».


«Il Governo - ha proseguito Delrio - intende eliminare il livello intermedio, ovvero le Province, eliminando l'incertezza che si è creata in questo ultimo anno e mezzo, e salvaguardare la centralità del sistema federalista, cercando di verificare in quali casi non ha funzionato. L'autonomia ha un valore, la confusione no». «Il Governo, c'è un impegno del premier - ha aggiunto - per la prima volta si impegna a vedere se è possibile una riorganizzazione delle Regioni, ovvero rivedere in un piano organico tutto il sistema, mettendo al centro servizi, imprese e cittadini, Non vogliamo ripensare l'organizzazione dello Stato solo sulla base di un problema economico, abbiamo bisogno di una visione che metta al centro, appunto, servizi, cittadini e imprese. Io sono profondamente autonomista, ritengo che lo Stato debba svolgere la funzione di regolatore. È sbagliato, secondo me, per esempio, pensare che i comuni non possano scegliere i dirigenti in modo flessibile, secondo la loro necessità».

Per il ministro, inoltre, bisogna mettere uno stop alla logica dei tagli lineari ed indifferenziati e puntare invece sui costi e sui fabbisogni standard. «Non vorremmo avere 20 repubbliche, 20 sistema sanitari completamenti "sfasati", di qui la necessità dei costi standard». Tra gli altri obiettivi del dicastero «semplificare gli oltre 7mila enti intermedi» e «incentivare le unioni di Comuni e le gestioni associate delle funzioni».

Delrio ha aggiunto che ci sarà «un lavoro collaborativo con il ministro per le riforme costituzionali Quagliariello» e che «l'abolizione delle Province sarà inserita nella riforma del Titolo V». Quanto al federalismo demaniale, «è spiaggiato come una balena ma spero di rimetterla presto in mare: è un peccato avere caserme abbandonate in pieno centro, come a Firenze; è spreco insopportabile».

Infine, sulle autonomie a statuto speciale: «sono un valore, e c'è l'impegno del Governo a non rivederne l'impianto complessivo, semmai va data un pò di specialità alle Regioni a statuto ordinario».

a.ceresoli

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