Sabato 20 Settembre 2014

Alunno disabile senza sostegno
Gallone: una vergogna, si intervenga

Un bambino alla lavagna

La scure dei tagli ha colpito ancora. A farne le spese è la scuola e, in questo caso, un ragazzino di prima media affetto da autismo, Matteo, che quest’anno non ha ancora accanto l’insegnante di sostegno a causa della mancanza di fondi. Si dice indignata Alessandra Gallone, consigliere comunale e vicecordinatore di Forza Italia a Bergamo, già assessore all’istruzione durante l’amministrazione Veneziani: «Ho appreso dalla stampa questa notizia e sono rimasta davvero senza parole. È una vergogna che un alunno affetto da Dsa inizi un nuovo ciclo di studi, in una nuova classe, con nuovi compagni senza il supporto di un insegnate che lo segua e lo sostenga in questo delicato passaggio. Come è possibile consentire questo e stare a guardare senza fare nulla? Rivolgo un appello all’ufficio scolastico provinciale che sicuramente si sarà già attivato conoscendo la sensibilità e l’attenzione della dirigente Graziani che condividerà come non sia possibile considerare normale che una madre si faccia carico dell’assistenza scolastica del proprio figlio».

«Per quando sia lodevole la proposta della mamma di fare lei da sostegno, Matteo ha il diritto di essere seguito da un professionista - continua Gallone -. Mi appello al Comune perché intervenga, soprattutto all’assessore Marchesi che conosce perfettamente la delicatezza della patologia di questo alunno essendosi dedicata per anni al nostro eccellente Spazio Autismo. Le soluzioni si trovano sempre, è un dovere che le istituzioni hanno nei confronti dei propri cittadini. E mi appello soprattutto al Governo Renzi, che fa continui proclami e annuncia assunzioni di migliaia di precari e poi lascia un ragazzino a scuola senza sostegno. Episodi come questo inficiano il lavoro di tutti gli operatori della scuola che ci mettono passione e impegno per sopperire alle difficoltà che la nostra scuola ha. La buona scuola non e’ fatta di slides a effetto. La buona scuola la fanno gli insegnanti, i presidi, i bidelli, i genitori, gli studenti, gli amministratori seri. Nonostante le riforme dei Governi» conclude Alessandra Gallone.

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