Martedì 25 Marzo 2014

Bergamo, cronico il 50% dei malati

Calcinate ospedale «intermedio»

Mara Azzi e Mario Mantovani
(Foto by Bedolis Foto)

L’asse della sanità lombarda sarà il territorio. Territorio, cronicità, attenzione ai bisogni della popolazione lombarda: è questo il «mantra-guida» per il rinnovo del sistema socio-sanitario in gestazione al Pirellone, già anticipato nelle Regole di sistema per il 2014.

«In realtà sono gli stessi numeri dell’attuale sistema, uniti alle realtà demografiche locali e all’incidenza delle patologie e dei bisogni a dirci verso quale direzione ci si deve muovere», ha affermato Mara Azzi, direttore generale dell’Asl al convegno organizzato per fare il punto della situazione.

«L’attuale legge ha dei pilastri che non vanno toccati, la libertà di scelta del paziente, la coesistenza, a pari valore, di pubblico e privato. Ma ha bisogno di una revisione – ha illustrato l’assessore regionale alla Salute Mario Mantovani – . Sono cambiate le malattie, siamo cambiati noi. E questo sistema così com’è va rimodellato su quanto emerge dal territorio».

Se la metà della popolazione bergamasca ha una patologia cronica è a questa che bisogna dare risposte. E su questo punterà la Regione: meno ospedalizzazione, in parallelo a un ruolo riconosciuto ai grandi ospedali di alta specialità per le acuzie complesse, come hub, e una presa in carico del malato cronico sul territorio con ospedali per cure intermedie, dove far intervenire anche i medici di medicina generale. La Regione è già partita, con investimenti per presidi ospedalieri territoriali a Vaprio , a Morbegno. Per Bergamo il candidato del Pirellone è l’ospedale di Calcinate.

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