Giovedì 09 Giugno 2011

Bergamo, ogni anno 5.700 tumori
ma la prevenzione dà i suoi frutti

Sono 5.700 i nuovi casi di tumore registrati ogni anno in Bergamasca. Di questi, il 55% riguarda gli uomini e il 45% le donne. Le patologie più frequenti sono quelle alla prostata (570 casi) e alla mammella (824). Non meno preoccupante il dato sul tumore al polmone: 650 persone colpite ogni anno.

Questi sono solo alcuni degli elementi (calcolati sulla media annua) emersi grazie al monitoraggio sulla patologia riportato sul Registro dei tumori. Uno strumento che la Asl bergamasca utilizza da anni e che, anche grazie al supporto del Rotary club e della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) sarà ulteriormente implementato.

Sul fronte della prevenzione e per indirizzare meglio le risorse diventa importante disporre dei dati aggiornati e precisi riportati nel Registro dei tumori. Come rileva il direttore generale della Asl, Mara Azzi, il registro «è uno strumento fondamentale di prevenzione» e di analisi, «utile per conoscere e quindi capire il problema e mettere in atto le risposte migliori per combatterlo».

Dai dati sull'andamento della patologia è emerso che, in media, ogni anno 260 persone sono colpite da tumore maligno allo stomaco. Tra questi, 206 sono uomini. Anche per quanto riguarda il tumore al fegato l'incidenza maggiore è maschile, con 250 casi contro i 119 delle donne. Sono 522 gli uomini che, ogni anno, si ammalano a bronchi e polmoni, e contando anche l'incidenza femminile si arriva a quota 664. La malattia colpisce alla mammella quasi esclusivamente le donne (824 nuovi casi), ma si conta anche una media annua di 6 uomini.

Numeri rilevanti anche per la patologia del colon retto, con 359 maschi e 290 femmine colpiti. Infine, una media di 45 donne ogni anno si ammala di tumore alla cervice uterina. Davanti a questi dati, diviene sempre più importante dotarsi di uno strumento come il Registro dei tumori che, nelle mani della Asl, permette di avere un quadro completo sull'andamento della malattia e sulla qualità della vita del paziente dopo la diagnosi.

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a.ceresoli

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