Venerdì 18 Aprile 2014

Bonus di 80 euro da maggio

Renzi: alla faccia dei rosiconi

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante la conferenza stampa al termine del Cdm a palazzo Chigi
(Foto by ANGELO CARCONI)

«Abbiamo mantenuto la parola data alla faccia dei rosiconi». Lo ha sottolineato il premier Matteo Renzi alla conclusione del cdm ribadendo che quello nel dl Irpef-spending è un «impegno strutturale». «Sta accadendo una cosa straordinaria.

Stiamo restituendo denari agli italiani, perché non sono nostri, sono degli italiani».

«Se facciamo le misure, le facciamo per i prossimi anni. Per il 2015 non può essere un decreto del 2014 ad indicare come, quando approveremo la legge stabilita ci saranno dentro i denari». Così Renzi sulle coperture per il bonus Irpef.

«Sarebbe bello se, nella loro autonomia, gli uffici di Camera e Senato decidessero di adeguarsi al tetto di 240mila euro per gli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione». Lo ha affermato ancora Renzi nel corso della conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

Ed ecco i provvedimenti : c’è subito da dire che non ci sarà nessun taglio alla sanità. I famosi 80 euro saranno in busta paga da maggio. «È un provvedimento veramente serio e corposo e si tratta di misure strutturale, non di una tantum - ha commentato Renzi -. Anche i mitici 80 euro non sono che l’inizio».

L’Irap sarà ridotta del 10% e ci saranno al massimo 5 auto blu per ministero. Sbloccati 8 miliardi per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. Tutte le spese degli enti locali e anche di quelli centrali saranno online entro 60 giorni. Al singolo comune che non darà i dati saranno ridotti i trasferimenti. Sfoltire e semplificare le municipalizzate: l’obiettivo è di passare da 8 mila a mille aziende partecipate in tre anni. Quanto alle banche, «la rivalutazione al 26% delle quote è un bel contributo» ha precisato Renzi.

Abbiamo già accennato al tetto di 240 mila euro per gli stipendi dei mega dirigenti della Pubblica amministrazione. «Chi lavora nel pubblico ha una responsabilità in più - ha argomentato Renzi -. Mettere un tetto di 20 mila euro al mese non è così drammatico, non perché è il doppio del guadagno del premier, ma perché è un principio di serietà».

Le coperture? Sono 6,9 miliardi nel 2014, ma diventeranno 14 miliardi nel 2015. Da dove vengono? Seicento milioni dall’aumento dell’Iva, 1,8 dalla rivalutazione delle quote di BankItalia, 1 miliardo dalle agevolazioni alle imprese, 2,1 miliardi dalla voce «acquisti beni e servizi» e 900 milioni dalla voce «sobrietà».

«Con questi provvedimenti l’economia si rimetterà a crescere in un sentiero che sarà il più alto degli ultimi 20 anni»: così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

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