Lunedì 28 Aprile 2014

Brescia cala il poker di assessori

Giunta regionale: solo una bergamasca

Brescia batte Bergamo 4 a 1. Nel rimpasto della giunta regionale, varata dal presidente Roberto Maroni, i cugini bresciani portano a casa un assessore in più. Si tratta di Mauro Parolini, che diventerà assessore con le deleghe al Commercio e Turismo, quelle che aveva Alberto Cavalli, anche lui bresciano.

Alberto Cavalli assume le deleghe alle Infrastrutture, quelle di Marizio del Tenno. Il governatore ha anche annunciato l’ingresso di Daniele Nava - presidente della Provincia di Lecco - come sottosegretario. Anche Del Tenno diventa sottosegretario, con il compito di occuparsi delle infrastrutture di Expo, quelle che non sono di competenza della Regione, per le quali Maroni vuole che qualcuno vigili sul rispetto del cronoprogramma.

Oltre che da Cavalli e Parolini, il poker bresciano è completato Simona Bordonari (assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione) e da Viviana Beccalossi (assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo).

Nulla di nuovo invece per la provincia di Bergamo, che resta con un solo assessore: Claudia Terzi (Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile). Restano comunque ancora da riassegnare le deleghe di Dario Galli (Macroregione delle Alpi e dei Quattro motori per l’Europa): Galli si è candidato alle Europee per la Lega e quindi il presidente ha revocato l’incarico secondo il principio che chi si candida non può fare parte della squadra di governo. «La Macroregione delle Alpi è una cosa seria - ha detto Maroni - vera e importante perché è un progetto che può cambiare l’Europa. Dovremo decidere, e voglio che sia condiviso, a chi assegnare questa delega». Potrebbe toccare a un bergamasco?

«Oggi vorrei davvero che partisse una fase nuova - ha aggiunto Maroni - che conclude un periodo importante che ha visto anche qualche fibrillazione fra noi, in particolare nelle ultime settimane. Su questo voglio essere chiaro: ho deciso io che si dovesse fare questa operazione di riequilibrio, che qualcuno ha chiamato rimpasto. Mi è stato posto un problema di riequilibrio, io ho aderito, e alla fine ho assunto una decisione assumendomene la responsabilità».

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